In Germania termina con successo il progetto di ricerca Bev Goes eHighway – Bee che potrebbe rivoluzionare la mobilità: camion elettrici con batterie piccole, ma connessi con un pantografo alla rete elettrica presente sull'autostrada. Per questo esperimento su strada sono stati utilizzati due Daf Xd Electric
Giuseppe Croce
29 gennaio - 19:03 - MILANO
Di primo acchito, magari per chi lo osserva in maniera un po' distratta, potrebbe sembrare un incrocio fra un tir e un tram, ma a ben pensarci è proprio questo il fulcro di un'idea sostenibile, anche da un punto di vista economico, che potrebbe rivoluzionare la logistica grazie a tecnologie già esistenti e implementabili (a costi rispettivamente contenuti) fin da subito. Sono questi, in sintesi, i contenuti del progetto di ricerca Bev Goes eHighway – Bee presentato ufficialmente il 1° gennaio 2022 e portato avanti, nel corso del tempo, dall'Institute for Automotive Engineering e dal centro di Production Engineering of E-Mobility Components (Pem) dell'Università di Aquisgrana, in Germania: un retrofit di camion elettrici Daf già in produzione, consistente nell'applicare un pantografo al mezzo pesante al fine di trasmettergli costantemente energia elettrica lungo una corsia opportunamente elettrificata. Questo progetto, è da poco (il 9 dicembre scorso) terminato, con successo: i due camion Maja e Willi hanno percorso, in totale, oltre 10mila chilometri dimostrando che l'idea di applicare un pantografo a un tir non è poi così bislacca.
IL TIR-TRAM
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Il progetto consisteva nel modificare due camion Daf Xd Electric a batterie applicando sul tetto della cabina il pantografo. Questi due veicoli sperimentali sono stati omologati per circolare su strada e sono stati impiegati su tre tratte autostradali (regolarmente aperte al traffico veicolare) di test equipaggiate con un sistema di elettrificazione aerea molto simile a quello dei tram. In totale in mezzi pesanti I tre tratti erano regolarmente aperti al traffico veicolare leggero e pesante e i due camion hanno percorso, dalla fine dell'estate del 2024 a dicembre 2025, oltre 10mila chilometri in totale. I test hanno dimostrato la fattibilità economica e tecnica di questa soluzione e i suoi vantaggi. Uno su tutti, la flessibilità del sistema: il tir modificato non è vincolato a circolare lungo la corsia elettrificata, ma può spostarsi all'occorrenza per sorpassare, per fermarsi in una stazione di servizio o per prendere uno svincolo e andare a consegnare la merce che trasporta. Il camion, infatti, è un normale veicolo elettrico dotato di batterie, che entrano in funzione quando non c'è più l'apporto dell'elettricità trasferita dal pantografo. Sempre tramite il pantografo, poi, le batterie si possono anche ricaricare. In questo modo è possibile, ad esempio, mettere su strada camion elettrici con batterie più piccole, leggere ed economiche che serviranno solo per completare l'ultima tratta del viaggio, quella dall'autostrada all'azienda dove si deve caricare o scaricare la merce. Entro precisi limiti di altezza, infine, anche mezzi tradizionali possono circolare nella corsia elettrificata, perché la linea elettrica è sospesa sopra il tetto dei tir.
DAF XD ELECTRIC
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La base tecnica di partenza di questo progetto tedesco è stata il camion Daf Xd Electric. Si tratta di un Ev di serie, in vendita anche in Italia e disponibile in diverse configurazioni di motore e batterie. Si parte dai 230 Cv (170 kW) e 930 Nm di coppia del modello base e si arriva ai 480 Cv (350 kW) 1.370 Nm di coppia del modello più potente. Le batterie, invece, sono modulari e partono da una capacità di 210 kWh con due moduli, per arrivare ad un massimo di 525 kWh con cinque moduli. L'autonomia massima dichiarata dalla casa olandese può arrivare fino a 500 chilometri con una carica che, con una specifica pianificazione delle ricariche, si tradurrebbero in 1.000 chilometri di percorrenza al giorno. Con l'applicazione della "ricarica infinita" col pantografo, però, non avrebbe neanche più senso preoccuparsi prettamente di quell'aspetto.










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