Opportunità, pressione e
consapevolezza. Le parole chiave alla vigilia di Serbia-Italia
(domani alle 18:15, in diretta tv su Rai 2) emergono con la loro
profondità ed escono più volte dalle labbra del ct Soncin e
della capitana Cristiana Girelli, seduti l'uno accanto all'altra
nella solennità dell'aula magna di Coverciano. Sulle pareti sono
presenti le immagini dei quattro trionfi mondiali azzurri e il
pensiero vola immancabilmente anche a quanto successo qualche
settimana fa a Zenica: "È normale che tutto ciò che sta
succedendo in questo momento storico al calcio italiano ci
chiama in causa - sottolinea il commissario tecnico - Ci vorrà
solidità e grande attenzione; tanta anima e tanto cuore. Stiamo
curando tutti i dettagli per prepararci al meglio alla partita:
siamo concentrate sul nostro percorso" continua Soncin, dosando
bene le parole ed enfatizzando come al suo solito il plurale al
femminile, per dare risalto a tutto il movimento.
A queste considerazioni si accoda Cristiana Girelli, che non
cerca certamente alibi né di nascondersi: "Anche per noi è stato
un grande dispiacere che la nazionale maschile non si sia
qualificata. Cosa provo nell'avere più occhi addosso, ora che
noi siamo le uniche a poter andare a un Mondiale per l'Italia
calcistica? Penso che la pressione sia un privilegio, perché è
una responsabilità, qualcosa che ti tiene vivo e che ti fa dare
qualcosa in più. Personalmente la pressione mi è sempre
piaciuta: significa che quello che fai conta veramente tanto".
Quindi un pensiero sulla sua esperienza oltreoceano, iniziata
circa un mese fa dopo l'ultimo raduno: "Sta andando molto bene.
Ho trovato un ambiente carico di sorrisi e di energia, che sto
provando a riportare qui in Nazionale. E là mi parlano molto
bene di noi, del nostro calcio; rimarcano sempre la grande
passione che abbiamo. Al di là dell'aspetto prettamente tecnico,
è bello che abbiano questa considerazione di noi. Spesso
tendiamo ad autosabotarci, ma invece godiamo di un'ottima
stima".
Che partita sarà quella di domani in Serbia? "Serviranno cuore e
grinta, che avete visto e che sappiamo di poter dare: sappiamo
quanto è importante per il nostro percorso. Dobbiamo essere
consapevoli che vincendo tutte e quattro le partite che ci
rimangono possiamo andare direttamente al Mondiale: non è
presunzione ma consapevolezza. Credo che questa squadra possa
farcela. La Serbia è squadra organizzata e ben strutturata, con
delle idee precise di gioco. Ma noi vogliamo tornare a vincere:
ci manca il sapore del successo".
"Da queste parole di Cristiana - conferma il Ct Soncin - c'è
consapevolezza del momento e di come dover gestire le varie fasi
della partita. Domani servirà pazienza, nel senso di qualità.
Abbiamo qualità per gestire al meglio le varie fasi di gioco,
per poter determinare noi i tempi e per prevenire eventuali
transizioni che possono capitare attaccando un blocco basso".
Infine un appunto sul calcio più in generale, guardando anche
oltre i confini nazionali: Marie-Louis Eta, la neo allenatrice
dell'Union Berlino, è infatti il primo tecnico donna a sedersi
sulla panchina di uno dei cinque maggiori campionati europei
maschili. Soncin: "Voglio sottolineare la progettualità del
club: è questo che dobbiamo prendere come spunto di riflessione.
Può essere fonte di ispirazione per tutti i club maschili".
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2 giorni fa
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