Cagliari in ansia per Trepy: resta in coma farmacologico, oggi il primo tentativo di risveglio?

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L'attaccante francese ha accusato un malore domenica pomeriggio nella piscina di una villa di Baja Sardinia e adesso è ricoverato e intubato all'ospedale civile "Santissima Annunziata" di Sassari. Stretto riserbo sulla dinamica dell'incidente

Francesco Velluzzi

Giornalista

18 agosto - 07:11 - MILANO

Un figlio della banlieu. Yael Trepy a soli 20 anni di battaglie ne aveva già combattute tante. Per emergere, farsi largo in quella che per tanti ragazzi che partono dai quei sobborghi parigini è la svolta: il calcio. Ce l'ha fatta: l'8 gennaio scorso il numero 19 del Cagliari era entrato a sei minuti dalla fine a Cremona e dopo appena quattro minuti aveva regalato il pareggio (2-2) alla squadra di Fabio Pisacane, l'uomo che lo ha accudito come un figlio da quando lo ha portato in Primavera. Domenica notte Pisacane ha vissuto il dramma di Yael che aveva schierato titolare venerdì in Coppa Italia contro l'Arezzo. Un messaggio tremendo: in una villa di Baja Sardinia, dove l'attaccante francese aveva trascorso i due giorni di Ferragosto concessi dopo la vittoria in coppa, un malore ha colto in piscina Yael che non sa nuotare. Sarebbe finito nella parte della piscina in cui l'acqua è più alta e si è trovato in difficoltà. E ora lotta tra la vita e la morte in coma farmacologico all'ospedale civile "Santissima Annunziata" di Sassari dove domenica intorno alle 18.30 è stato trasportato in elicottero. Proprio il pronto intervento del velivolo ha dato una speranza al ventenne francese. Che è intubato, con una brutta polmonite, perché ha "imbarcato" tanta acqua. Il responsabile sanitario rossoblù Gabriele Cirillo si è precipitato a Sassari per tenere sotto controllo la situazione prima di rientrare a Cagliari per l'allenamento. Fino a ieri notte è filtrato un cauto ottimismo. Anche se la prognosi non è stata sciolta. Questa mattina potrebbe essere effettuato un tentativo di "risveglio". 

Dinamica

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Bocche cucite. Su cosa sia accaduto e come si sia consumato il dramma nella villa della costa Smeralda non trapela praticamente nulla. Le forze dell'ordine sono state sul posto, ma è emerso soltanto un malore del calciatore in piscina. Chi c'era con lui? Erano presenti dei compagni ? Cosa è successo? Chi lo ha soccorso? Niente. Riserbo assoluto. Solo preghiera e speranza che per il club ha espresso, innanzitutto il presidente Tommaso Giulini, legatissimo al ragazzo, assistito da Edoardo Oggianu: "Siamo tutti con te, Yael. La vita ti ha già messo davanti a situazioni complicate e tu hai sempre trovato la forza per affrontarle. La tua famiglia rossoblù prega di poterti riabbracciare al più presto". 

La famiglia

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Yael, un ragazzone di 191 centimetri, di Villenueve-Saint Geroges, a sud di Parigi, è il quarto di quattro figli maschi, nati da papà Fritz e mamma Nelly, la persona a cui l'attaccante francese è più legato e che si sarebbe già messa in viaggio per raggiungere Sassari. I fratelli sono Yanis, Alexy e Hyoan. Trepy è arrivato a Cagliari nel gennaio del 2023. Lo ha scovato il dirigente del settore giovanile Pierluigi Carta nell'autunno del 2022 al Creteil Lusitanos durante una partita di Under 17. In rossoblù lo hanno allenato in avvio Roberto Concas e Claudio Bellucci nell'Under 18, ma poi è finito sotto "le cure" di Fabio Pisacane che lo ha condotto in Primavera dove Yael ha segnato il terzo e decisivo gol nella finale di Coppa Italia vinta all'Arena di Milano contro il Milan. Da lì, con fiducia e l'attenzione che si deve a un talento in cui credere, l'approdo in prima squadra e l'esordio vincente, che sembrava un azzardo, a Cremona con gol, quello dell'insperato 2-2 perché i sardi erano partiti con due gol di svantaggio. Trepy ha toccato il cielo con un dito. Allora il numero 37 (oggi ha il 19) stava con una ragazza sarda con cui ha condiviso sui social quella gioia indimenticabile del primo gol in A e la consapevolezza di avercela fatta. Non era proprio così. Subito dopo di lui è esploso il senegalese Paul Mendy con la doppietta all'Atalanta e Yael (8 presenze nella scorsa stagione) ha avuto un ridimensionamento e una piccola crisi. Ma quest'estate, dal ritiro di Temù, è ripartito di slancio, con tanta fame. E Pisacane gli ha dato la maglia da titolare venerdì. Ieri gli ha rivolto un messaggio: "Da 4 anni ti vedo crescere, lottare superare ogni ostacolo, oggi affronti la partita più importante: continua a combattere Yael. Sono come sempre accanto a te. Ti aspetto". Nel gruppo (che ieri pomeriggio, immaginate con quale stato d'animo, ha ripreso ad allenarsi ad Assemini per preparare l'esordio in campionato di sabato sera a Parma) è integrato, i compagni gli vogliono bene. Parla bene l'italiano e anche qualche parola di sardo. Ha personalità e disponibilità, dicono abbia un cuore d'oro. I suoi amici sono i ragazzi con i quali ha condiviso le esperienze in Primavera: Liteta, Mendy, Sulev, Cogoni. Sono i "fratelli" che ora insieme a tutta la squadra pregano, stretti in un unico abbraccio, in ansia per Yael. La prognosi non è sciolta. C'è da soffrire. Ma Trepy è abituato a lottare. Anche se questa è la partita più difficile da vincere. Perché in ballo c'è la vita.

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