Cafu scrive per noi: "Nel 2002 vincemmo grazie ai balli di Dinho. Ancelotti ci porterà in semifinale, poi..."

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Il brasiliano ex Milan scrive per noi sul Mondiale: "Ci sono tante nazionali in grado di arrivare in fondo ma se riusciremo a creare il giusto spirito di gruppo, potremo essere davvero una delle squadre più difficili da affrontare"

I Mondiali hanno sempre un fascino speciale. Non importa quanti anni passino o quante competizioni si disputino nel frattempo: quando arriva il momento della Coppa del Mondo, ogni giocatore, tifoso e appassionato di calcio sente qualcosa di diverso. Per me, che ho avuto la fortuna di vincerla due volte con il Brasile e di giocare tre finali consecutive, il Mondiale rappresenta il massimo che questo sport possa offrire. Guardando a questa edizione, credo che ci siano diverse nazionali in grado di arrivare fino in fondo. 

favorite

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L’Argentina resta una squadra molto competitiva, la Francia ha una qualità straordinaria in ogni reparto e anche nazionali come Spagna, Inghilterra e Germania possono recitare un ruolo da protagoniste. Ma quando si parla di Mondiale, il Brasile deve sempre essere considerato tra i favoriti. Sono molto curioso di vedere il lavoro di Carlo Ancelotti sulla panchina della Seleçao. Stiamo parlando di uno degli allenatori più vincenti e rispettati della storia del calcio. La sua esperienza internazionale, la capacità di gestire i grandi campioni e il suo equilibrio possono essere qualità fondamentali per una nazionale che negli ultimi anni ha mostrato talento, ma che spesso è mancata nei momenti decisivi. Ancelotti porta serenità e leadership. Il Brasile ha bisogno di ritrovare fiducia e identità, senza rinunciare a quella creatività che ha sempre caratterizzato il nostro calcio. Abbiamo giovani di grande valore e giocatori già affermati ai massimi livelli europei. Se riusciremo a creare il giusto spirito di gruppo, potremo essere davvero una delle squadre più difficili da affrontare.

Cafu (R) arrives on the pitch prior to the Ultimate Champions Legends Tournament on May 29, 2026, at the Papp Laszlo Arena in Budapest, Hungary, on the eve of the UEFA Champions League final. (Photo by Attila KISBENEDEK / AFP)

ronaldinho

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A questo proposito, mi viene in mente un episodio che ancora oggi porto nel cuore. Ai Mondiali del 2002 mister Felipe Scolari ci radunò e ci disse che l’atmosfera non era quella giusta: serviva più allegria. Ronaldinho non se lo fece ripetere due volte e diede inizio a un ritmo che coinvolse e trascinò tutti noi. Da quel momento in poi il gruppo si sciolse, iniziammo a vivere ogni giornata con maggiore leggerezza e questo atteggiamento ci fu di grande aiuto durante tutto il resto del torneo. Quella squadra era fortissima, ma la differenza la fecero anche l’unione, il sorriso e la voglia di stare insieme. È una lezione che vale ancora oggi. I grandi tornei non si vincono soltanto con il talento. Servono organizzazione, sacrificio e soprattutto un gruppo compatto, capace di superare insieme tutte le difficoltà che via via si possono incontrare.

pronostico

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Il mio pronostico? Vedo il Brasile tra le candidate alla vittoria finale. Non sarà semplice, perché il livello delle rivali è altissimo, ma credo che con Carlo Ancelotti e con il potenziale della nostra rosa la Seleçao abbia tutte le carte in regola per arrivare almeno in semifinale. E quando il Brasile arriva nelle ultime quattro, può succedere di tutto. Perché la storia del nostro calcio insegna una cosa: quando il Brasile ritrova fiducia, entusiasmo e spirito di squadra, diventa una nazionale che nessuno vuole incontrare.

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