samba mondiale
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Il brasiliano ex Milan e Roma scrive per noi sul Mondiale: "In passato il divario era molto più ampio, oggi Capo Verde riesce a bloccare meritatamente la Spagna. Lo scenario è cambiato"
Marcos Cafù
18 giugno 2026 (modifica alle 08:46) - MILANO
Le prime giornate di questo Mondiale ci stanno consegnando un messaggio molto importante: il calcio internazionale non è mai stato così equilibrato. Guardando le partite disputate finora, emerge con grande evidenza come il livello delle nazionali considerate meno blasonate sia cresciuto in maniera straordinaria. Oggi affrontare una squadra sulla carta inferiore non rappresenta più una formalità per nessuno, nemmeno per le grandi favorite. Da ex calciatore, che ha avuto la fortuna di vivere Mondiali e competizioni internazionali ai massimi livelli, posso dire che in passato il divario tra le grandi potenze e le nazionali emergenti era più marcato. Certamente esistevano già organizzazione e qualità, ma era raro vedere squadre considerate outsider riuscire a tenere testa per novanta minuti a formazioni ricche di campioni. Oggi, invece, lo scenario è diverso. La dimostrazione più evidente è arrivata dalla Spagna. Una nazionale che da anni rappresenta un punto di riferimento per qualità tecnica, organizzazione tattica e identità di gioco si è trovata di fronte un Capo Verde capace di annullare il pronostico.










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