Buonfiglio: “Brignone? La vediamo sorridere ma so quanto ha pianto”

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Il Presidente del Coni: "I campioni e i tecnici li abbiamo in casa. Dobbiamo avere più fiducia nel sistema Italia. La candidatura per Roma 2040? Prima finiamo questi Gioghi. Passo dopo passo"

21 febbraio - 00:44 - MILANO

L’emozione per le vittorie azzurre, l’orgoglio per le atlete e poi lo sguardo al sistema sportivo italiano. Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, ai microfoni di Sky Sport, ha tracciato un primo bilancio dei Giochi, partendo dai protagonisti e da Federica Brignone: "Quando l’ho vista fare la discesa ho percepito che poteva vincere nello speciale. Poi quando ha vinto mi sono commosso e sono andato ad abbracciarla. Abbiamo visto Brignone sorridere, ma mu ha confessato quanto ha pianto". Un ricordo legato anche alla scelta della portabandiera: "La mamma mi ha detto: 'Sa presidente, quando ci ha chiamato per dirle che avrebbe portato la bandiera, quello è stato il clic che le ha fatto scattare qualcosa'". Per la cerimonia di chiusura, la scelta è ricaduta su Davide Ghiotto e Lisa Vittozzi: "Segue la linea che ho scelto per gli altri quattro. Ghiotto ha vinto l’oro e ha fatto un percorso: è una persona solida. Vittozzi anche, ha una serenità incredibile, è sempre felice di vivere il momento che sta vivendo. È stata una mia scelta e ho valutato le persona oltre agli atleti". Un passaggio anche sulle vittorie dell'Italia femminile: "Dobbiamo essere orgogliosi delle nostre ragazze: i loro successi devono essere da stimolo per gli uomini".

crescita

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Dal piano sportivo a quello istituzionale, Buonfiglio ha rivendicato la crescita del movimento italiano. Una crescita che ha spiegazione nel lavoro strutturato: "Il sistema funziona da Tokyo 2020: abbiamo unito diverse competenze mettendo al centro gli atleti. Tutto questo è possibile grazie al lavoro condiviso di Federazioni, gruppi sportivi militari e in coordinamento con l’Istituto di medicina dello sport. È sicuramente un lavoro che parte da lontano e che sta avendo successo anche grazie al sostegno economico del governo". Dalle infrastrutture alla ricerca: "Dalla pista di bob e slittino, che ci ha sicuramente aiutato dal punto di vista sportivo per questa Olimpiade, alla tecnologia dei materiali, tutte queste componenti, cercando l’armonia verso il risultato, creano una strutturazione della preparazione". Il presidente ha sottolineato anche il ruolo sociale dello sport: "Abbiamo 14 milioni di tesserati. In parte ci siamo sostituiti alla scuola. Il nostro compito è investire in formazione per avere tecnici sempre più bravi e nelle Federazioni. Gli atleti hanno esigenze diverse e noi dobbiamo metterli nelle condizioni migliori possibili. Serve maggiore benzina: l’ibrido in questo caso non funziona". 

Le strutture

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Sul tema impianti, resta il nodo delle strutture: "Con Sala e Fontana abbiamo parlato della pista del ghiaccio che rimarrà temporaneamente finché non ci sarà un palazzetto. Ho detto: 'grazie per l’attenzione, ma se non avessimo vinto non staremmo qui a parlarne'. La pista Eugenio Monti a Cortina rimarrà. Chiedo che vengano organizzate gare internazionali". L’obiettivo è ridurre la dipendenza dall’estero: "In molti casi siamo ancora costretti ad andare fuori dall’Italia, ma il costo delle trasferte è come la rata di un mutuo per un impianto. Ci vuole qualcuno che investa, ma il dialogo con le istituzioni sta funzionando e questa Olimpiade ci sta dando qualche carta in più. L'obiettivo è ampliare gli impianti per ogni disciplina". Infine il futuro, dagli Youth Olympic Games in Valtellina alla visione complessiva: "Seguiamo gli atleti junior come i senior, facendo lavorare le federazioni giovanili con i più grandi. Non siamo improvvisatori, siamo partiti 7 anni fa per dare emozioni vincenti agli italiani". E sull’organizzazione italiana dei Giochi: "Ovunque vado i colleghi stranieri mi fanno i complimenti per il villaggio olimpico, per l’efficienza dei volontari, per la sicurezza che non si vede ma c'è. Abbiamo dimostrato di essere all’altezza. Poi sono arrivati i risultati. In futuro dobbiamo sentirci obbligati ad accettare sfide ancora più importanti. Dobbiamo mantenere alta l'attenzione e non trascurare nulla. Quando si decide un grande evento deve essere condiviso da tutti, senza se e senza ma. Roma 2040? Finiamo queste Olimpiadi, io sono abituato a ragionare passo dopo passo"

La Gazzetta dello Sport

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