Buon compleanno Liza Minnelli, la voce di New York compie 80 anni

4 ore fa 3

Figlia d'arte dell'attrice e ballerina Judy Garland e del regista Vincente Minnelli, è nella storia del musical cinematografco grazie all'interpretazione di capolavori come Cabaret e New York, New York

 Liza Minnelli compie 80 anni. La voce di New York festeggia oggi, giovedì 12 marzo, il compleanno con un nuovo memoir in uscita in contemporanea mondiale (Io, Liza, è il titolo in italiano da Rizzoli, una autobiografia scritta con il pianista Michael Feinstein, uno dei suoi amici più intimi da oltre 40 anni) e il premio alla carriera della Glaad, l'associazione della comunità Lgbtq+ a lei sempre cara.

Il suo nome è da tempo nella storia del cinema quale interprete di due capolavori come Cabaret (1972) di Bob Fosse, che le è valso anche un Oscar, e New York, New York (1977) di Martin Scorsese. Cresciuta fra palcoscenici e set cinematografici, la minutissima Liza, alta un metro e 63 centimetri, ha dimostrato fin da giovanissima le sue innate qualità come interprete energica, ma sempre impeccabile nello stile, di musical teatrali e canzoni legate alla tradizione di Broadway, percorrendo una strada assai personale sul grande schermo: è diventata così un'icona per la sua voce, per il suo straordinario talento e anche per la sua vita sregolata.

Nata a Los Angeles il 12 marzo 1946, Liza è figlia d'arte: la madre era la cantate, attrice e ballerina Judy Garland (Il mago di Oz, È nata una stella), il padre il regista Vincente Minnelli (Il padre della sposa, Un americano a Parigi, Una fidanzata per papà); il padrino fu Ira Gershwinn, il librettista di Porgy and Bess. A 2 anni e mezzo fece la sua prima apparizione cinematografica: nel film I fidanzati sconosciuti (1949) di Robert Z. Leonard, interpretando praticamente sé stessa, in braccio alla madre e Van Johnson.

La separazione dei genitori, avvenuta quando aveva 5 anni, condizionò la sua vita affettiva (con la madre dipendente da alcool e droghe, tanto da doversi prendere cura dei due fratellastri più piccoli, Lorna e Joe Luft) ma non intaccò il suo innato talento consentendole di entrare giovanissima nel mondo della canzone quando nel 1953 partecipò a un concerto della madre al Palace di New York.

Ma fu nel 1962, a sedici anni, che iniziò a manifestare un vero interesse per l'attività artistica lavorando in teatro in revival di famosi musical, Take Me Along e The Flower Drum Song, e vincendo anche un premio per Best foot forward (1963), oltre che in Carnival, The Pajama Game e The Fantasticks. Il primo vero successo arrivò nel 1964, Liza quando apparve ancora accanto alla madre al London Palladium, concerto da cui fu ricavato un disco, Liza! Liza!, che vendette più di 500.000 copie. Un anno più tardi vinse il Tony Award come migliore attrice di musical, grazie alla sua interpretazione in Flora, the red menace, che andò in scena a Broadway e segnò anche la nascita del sodalizio con John Kander e Fred Ebb, rispettivamente compositore delle musiche e autore dei testi.

Quando la sua carriera sembrava destinata al musical e alla canzone (il suo primo concerto al nightclub del Plaza Hotel di New York, nel 1966, aveva ricevuto un'accoglienza entusiastica), Liza fece il suo secondo debutto nel cinema, in L'errore di vivere (1967) di Albert Finney. Nel 1970 guadagnò la prima nomination all'Oscar come protagonista della commedia Pookie (1969) di Alan J. Pakula, e nello stesso anno interpretò Dimmi che mi ami, Junie Moon di Otto Preminger.

Cabaret e la consacrazione

Risale al 1972 la sua grande affermazione, quando il regista e coreografo Bob Fosse la chiamò a lavorare a una versione cinematografica di Cabaret, commedia musicale di John van Druten ispirata allo spettacolo di Joe Masteroff (I am a camera, già portato sul grande schermo da Henry Cornelius, nel 1955, con lo stesso titolo), tratto a sua volta dal romanzo di Christopher Isherwood Addio Berlino.

Nel film Liza interpreta alla perfezione il personaggio di Sally Bowles, una ragazza americana cantante di cabaret nella cupa Berlino dei primi anni Trenta, sulla quale già incombe l'incubo del nazismo. Sally, che conduce una vita libera e disincantata, intreccia una relazione con un giovane studente inglese, Brian Roberts (Michael York), ma il loro amore si scontrerà inevitabilmente con le esigenze di due mondi troppo distanti.

La grande forza espressiva, una sorta di vitalità contagiosa e l'indiscusso talento canoro di Liza hanno contribuito a rendere Cabaret uno dei più riusciti film musicali. Il travolgente successo della pellicola, anche grazie ai celebri numeri basati sulle canzoni originali di Kander ed Ebb, tra cui l'eponima Cabaret e Money, Money, Money, fu sancito dagli otto Oscar ottenuti, fra cui quello all'attrice alla quale vennero dedicate in quella occasione le prestigiose copertine di "Time" e di "Newsweek", acclamata come superstar. Per quel ruolo ottenne anche un Golden Globe, un Bafta ed un David di Donatello.

Negli anni seguenti, scanditi da special televisivi ("Liza with a Z'", 1973, diretto da Fosse), nuove incisioni discografiche e grandi show musicali (nel 1973 vinse uno Special Tony Award per lo show "Liza at the winter garden"), la carriera cinematografica proseguì in maniera discontinua. Nel 1975 fu la protagonista di In tre sul Lucky Lady di Stanley Donen, con Gene Hackman e Burt Reynolds, e l'anno dopo venne diretta dal padre in Nina nel ruolo di una star del cinema. Sempre nel 1975 recitò a Broadway nel musical Chicago, poi in The Act (1976), con cui ottenne il secondo Tony Award, e in seguito in The Rink (1984), Lettere d'amore (1994) e Victor/Victoria (1997).

New York, New York scritto apposta per lei

Fu il regista Martin Scorsese a offrire a Liza Minnelli, in uno dei suoi film più coinvolgenti, New York, New York (1977), un personaggio costruito per lei, quello di Francine Evans, cantante jazz che cerca invano di conciliare la strada verso il successo e la relazione, a un tempo artistica e sentimentale, con il sassofonista Jimmy Doyle (Robert De Niro, doppiato al sassofono da Georgie Auld). Il film, che propone una sorta di rilettura del musical e di un'intera epoca giocando sulle convenzioni del melodramma, la portò all'apice della sua avventura cinematografica, grazie a un'interpretazione magistrale delle canzoni di Kander ed Ebb, in particolare di quella, ormai leggendaria, che dà il titolo al film.

Al nuovo successo cinematografico seguì una nuova pausa, causata da problemi sentimentali e psicofisici, legati all'abuso di alcol e droga. Nel 1981 recitò nella commedia Arturo di Steve Gordon. In seguito ebbe ruoli non memorabili in I Muppet alla conquista di Broadway (1984), Poliziotto in affitto (1987) e Arturo 2: On the Rocks (1988).

I concerti e la svolta pop

Superata una difficile fase sul piano artistico e personale, nella seconda metà degli anni Ottanta si è riproposta all'attenzione del grande pubblico in una serie di concerti: nel 1986, di nuovo al London Palladium, e soprattutto, nel 1988, in un tour internazionale con Frank Sinatra e Sammy Davis Jr.

Nel 1989 decise di imprimere una svolta pop al suo sound collaborando con i Pet Shop Boys che produssero l'album Results da cui vennero estratti i singoli Losing my mind, Don't Drop Bombs, So Sorry, I Said e Love pains, che scalarono le hit-parade. L'anno successivo, nel 1990, ha ricevuto il Grammy Legend Award. Nel 1991 con "A scuola di ballo" di Lewis Gilbert (1991) Liza ha tentato di nuovo la strada del film musicale, portando sul grande schermo lo show che al Radio City di New York, aveva fatto registrare tre settimane di tutto esaurito: un musical incentrato sulla figura di una ex ballerina che insegna il tip-tap alle donne di una cittadina della provincia statunitense, per aiutarle a vincere la frustrazione. Nel 1992 è stata ospite d'onore del Freddie Mercury Tribute Concert eseguendo We Are the Champions. Nel 1996 incise l'album Gently che include anche un duetto con Donna Summer.

Il 'cameo' in Sex &the City 2 e l'ultimo album

Da allora sempre più rare sono state le sue apparizioni sul grande schermo: Prima o poi s...vengo! (2006) e Sex and the City 2 (2010), dove la si vede ballare sulle note di Single Ladies. Dopo una serie di piccoli ruoli televisivi, nel 2010 incide il suo ultimo album in studio, Confessions.

La vita privata tra fallimenti ed eccessi

Per i trionfi nella vita professionale - fa parte del ristretto gruppo di artisti 'Egot', ovvero che hanno vinto tutti e quattro i premi principali dello showbusiness statunitense: Emmy, Grammy, Oscar e Tony Award - Liza Minnelli ha pagato un prezzo alto nella vita privata: quattro matrimoni falliti, tre gravidanze interrotte, fiumi di alcol, droga e psicofarmaci e una lista interminabile di ricoveri in clinica per disintossicarsi. Peter Allen, cantautore e pianista australiano classe 1944 lanciato da Judy Garland, è stato il primo marito della star. I due si conobbero proprio durante un concerto della madre di lei al Palladium di Londra e le nozze vennero celebrate nel 1967.

La loro unione naufragò nel 1974. Poco dopo, le seconde nozze: nello stesso anno Liza sposò il regista Jack Haley Jr., figlio dell'attore Jack Haley (che fu nel cast de "Il mago di Oz" con Garland), nato nel 1933, al suo fianco fino al 1979. Un altro matrimonio bruciato nel volgere di poco tempo, archiviato per unirsi con lo scultore Mark Gero, sposato nel 1979 e lasciato nel 1992. Il quarto matrimonio è datato 2002 e il suo ultimo marito è stato il discografico David Gest, da cui divorziò nel 2007. Tra i flirt attribuiti alla cantante e attrice statunitense spiccano i nomi di Rock Brynner (figlio dell'attore Yul Brynner), Mikhail Baryshnikov, Billy Stritch, Martin Scorsese e Desi Arnaz Jr., Peter Sellers. La sua stretta amicizia con il cantante francese Charles Aznavour fu da lui descritta come "più che amici e meno che amanti".

Dopo anni di sregolatezza, negli anni Ottanta Liza Minnelli iniziò a soffrire per l'abuso di alcol e psicofarmaci che la costrinsero a ripetuti ricoveri nelle cliniche per disintossicarsi. Poi un susseguirsi di malattie, troppe per quel corpo minuto, che lo hanno debilitato fino a costringerla nella carrozzina: ripetuti interventi all'anca, alla rotula, alla mascella, ai polsi e alle vertebre, episodi che hanno esposto l'esile Liza a numerose e continue infezioni, incluse due gravi polmoniti. Ma l'episodio più grave risale al 2000: una rara encefalite che le ha lasciato pesanti deficit motori e verbali.

La sua ultima apparizione pubblica risale al 27 marzo 2022, nella notte della 94esima edizione degli Oscar, costretta in sedia a rotelle, e, accompagnata da Lady Gaga, annunciando la vittoria di Cosa - I segni del cuore come miglior film. Sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles Liza Minnelli apparve in evidente difficoltà nel rivelare il vincitore, complice l'emozione del momento di fronte ad un pubblico di stimati colleghi. Con toccante delicatezza e discrezione, Lady Gaga le si è avvicinata stringendole la mano per infonderle tranquillità e sicurezza. Poi le ha sussurrato: "I got you" seguito dalla risposta "I know" di Liza che ha conquistato il suo traguardo leggendo dalle mani premurose della popstar il cartoncino col nome del film premiato. (di Paolo Martini)

Leggi l’intero articolo