Segnano Kadioglu, Hinshelwood e Welbeck. La squadra di Rosenior scavalcata di un punto e ora settima. Cinque sconfitte di fila e zero reti segnate, disastro totale per i campioni del mondo
21 aprile 2026 (modifica alle 23:08) - LONDRA (ING)
Colpito e affondato. Il Chelsea entra ufficialmente in crisi a Brighton, travolto 3-0 dai Seagulls che, oltre alla partita, tolgono ai Blues anche il sesto posto. I sogni Champions vanno in fumo sotto gli occhi di Behdad Eghbali, patron che guarda all’Amex Stadium la squadra di Rosenior mostrare tutti i suoi limiti e trasformare in disastro la prima stagione da campioni del mondo in carica. Sono cinque sconfitte consecutive ora per il Chelsea, come in campionato non capitava dal 1988, con un pesantissimo bilancio di una sola vittoria nelle ultime 9 partite: peggio, in questo periodo, ha fatto solo il Tottenham che rischia di retrocedere. Il Chelsea queste 5 sconfitte le ha messe insieme senza segnare nemmeno un gol (è arrivato a 476’ di digiuno, più recuperi): al club non succedeva dal 1912, l’anno in cui affondò il Titanic. Sembra proprio questo, al momento, il Chelsea alla deriva: un gigantesco Titanic colpito da un iceberg che non ha visto arrivare. Va così male che Liam Rosenior, rimpiazzo da metà gennaio del dimissionario Enzo Maresca, da nuova speranza come era stato presentato al suo arrivo, è diventato un bersaglio dei suoi stessi tifosi.
assenze chelsea
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Il Chelsea non aveva il capitano Reece James, Cole Palmer, Estevão e il suo capocannoniere João Pedro a Brighton: è parte del problema, non certo la soluzione. Rosenior prova a cambiare con un 4-4-1-1 di partenza in cui Marc Cucurella, terzino sinistro di ruolo, fa l’ala e Enzo Fernandez il trequartista dietro Liam Delap, centravanti prelevato in estate dall’Ipswich il cui unico gol stagionale in Premier risale al 7 gennaio. Il fatto che Rosenior, quando ha bisogno di gol, debba chiederli in panchina a Marc Guiu, 20enne alla 13ª presenza in Premier in due stagioni che in campionato non ha ancora segnato, fa capire perché c’è l’intero progetto Chelsea portato avanti da Eghbali sotto accusa, non solo il rendimento dell’ultimo mese. Questo disastro di Brighton assomiglia tanto a un punto di non ritorno: nessun tiro in porta, pochissime idee, troppi giocatori chiave fuori forma, nessuna personalità. È come se la squadra che nel luglio di un anno fa sembrava pronta a salire di livello abbia fatto invece un passo indietro, come se tutti i problemi nascosti nella prima parte di stagione con Maresca in panchina siano esplosi negli ultimi mesi, toccando ora il loro picco. Quel piazzamento in Champions che a inizio stagione era considerato l’obiettivo minimo adesso è distante 7 punti, da recuperare in 4 gare, col Liverpool che però ha una partita in meno. I guai del Chelsea sembrano ancora più gravi quando comparati al gioco di alto livello espresso dal Brighton, quella squadra che spesso negli ultimi anni i Blues hanno saccheggiato sul mercato. I gol di Kadioglu, Hinshelwood e Welbeck, quelli che hanno steso il Chelsea, li hanno portati al 6° posto a quota 50 punti, il sogno di tornare in Europa che rimane vivo grazie alla quarta vittoria nelle ultime 5 partite, in cui i Seagulls non hanno conosciuto sconfitta. Sono in crescita, illuminati dalle giocate di Pascal Gross, il migliore in campo, resi ancora più pericolosi dal giocare a memoria: finisse così, col 6° posto, la squadra di Fabian Hurzeler eguaglierebbe il suo miglior risultato di sempre, ottenuto nel 2022-23 con Roberto De Zerbi in panchina. Sono, in sostanza, tutto quello che il Chelsea non è: una squadra con una direzione chiara, in crescita, consapevole di chi è e di cosa vuole essere.
il tris del brighton
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Il Brighton approfitta dopo appena 3’ dei guai del Chelsea e passa con Kadioglu, al primo gol stagionale. I Blues sbandano, i loro primi 20’ sono così orribili che la notizia migliore è che sono sotto solo 1-0, risultato che regge fino all’intervallo. Rosenior riparte con Garnacho al posto di Fofana: Lavia che dopo poco più di un minuto crea con un tiro da fuori alto di poco la più grossa chance Blues fino a quel momento. L’illusione dura poco: al 56’ il Brighton trova il secondo gol con Hinshelwood, ben servito da Rutter finalizzando un contropiede. Il Chelsea si ferma lì, il Brighton addirittura infierisce col 3-0 di Welbeck al 91’. È il colpo di grazia, quello che trasforma ufficialmente i Blues nel Titanic, affondato dal Brighton e alla deriva in un mare di problemi.









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