Brandon Holtz, l'agente immobiliare che giocherà il Masters di Golf

2 ore fa 1

Per vent'anni spettatore grazie a una lotteria, il 39enne quest'anno parteciperà al Masters di Augusta in Georgia nonostante abbia abbandonato il professionismo nel 2014

Matteo Dore

Giornalista

7 aprile 2026 (modifica alle 10:53) - MILANO

Sono più di vent’anni che il signor Brandon Holtz, che di mestiere vende case in Illinois, va al Masters. È il suo tradizionale viaggio di Primavera. Ogni volta ringrazia papà Jeff che nel 2004 era riuscito ad avere un biglietto a vita e l’aveva intestato a suo nome. Il meccanismo funziona più o meno così: c’è una lotteria in cui vengono estratti a sorte questi specialissimi e incedibili pass nominali che danno diritto a comprare – per sempre - un biglietto valido per tutti e quattro i giorni del torneo. Quest’anno il prezzo è di 525 dollari per la settimana, cioè 130 dollari al giorno (112 euro), praticamente un regalo se si pensa che un terzo anello a San Siro per l’ultimo derby costava fino a 140 euro. In ogni caso se qualcuno sta meditando di partecipare alla lotteria si metta l’anima in pace. Non si può più perché la lista d’attesa è chiusa dal 2000 e i pochi pass che vengono rimessi a disposizione perché il detentore rinuncia - immaginiamo in quanto deceduto o completamente e irrimediabilmente paralizzato - sono assegnati fra chi si era messo in coda un quarto di secolo fa.

un agente immobiliare dall'illinois

—  

Comunque torniamo al signor Holtz. Che anche quest’anno ha fatto le valigie e si è presentato ad Augusta. La differenza è che stavolta non farà il patron, lo spettatore, ma il giocatore. Sì, Brandon Holtz, 39 anni, agente immobiliare di Bloomington, sarà uno dei 91 eletti che prenderanno parte al Masters. Cercando on line informazioni su di lui si cade in una pagina di una nota agenzia immobiliare internazionale dove lui si presenta così: “Mi chiamo Brandon Holtz, sono nato e cresciuto a Bloomington, nell’Illinois. Mi sono diplomato alla Bloomington High School e poi ho ottenuto una borsa di studio per giocare a basket all’Illinois State University, dove mi sono laureato in Marketing e Vendite. Dopo aver giocato a golf a livello professionistico per diversi anni, ho sposato mia moglie Elizabeth e ora abbiamo un figlio di 4 anni, Baker, e una figlia di 6 mesi, Millie. Non vedo l'ora di assistervi nelle vostre operazioni di acquisto o vendita nella nostra comunità!”. Holtz si è guadagnato il posto al Masters (e anche al prossimo Us Open) vincendo lo scorso settembre il titolo USGA Mid-Amateur nel caldo torrido dell’Arizona. Una finale estenuante di 36 buche contro un avversario ventottenne al Troon Country Club di Scottsdale. Era il suo debutto in un evento USGA. E ha vinto: “Non ero andato lì con alcuna aspettativa – ha poi raccontato - Ho giocato bene al momento giusto, è stata una questione di tempismo.”

il golf? un diversivo

—  

All’università Holtz considerava il golf solo un diversivo. Giocava sporadicamente al Lakeside Country Club, il campo a nove buche nella sua Bloomington, con gli amici. La sua passione era il basket. “Ho giocato nel team di golf del liceo, ma niente di più”. Al College dopo quattro anni gli hanno fatto capire che nella pallacanestro non avrebbe fatto strada e gli hanno proposto di passare dal parquet al green, ma lui non ha voluto. Poi quando ha lasciato Illinois State nel 2010 ha finalmente dedicato tutta la sua attenzione al golf: sei mesi di allenamento intensivo e quindi il passaggio al professionismo. Niente di glamour o lussuoso, niente aerei privati o alberghi a 5 stelle, ma lunghi viaggi in macchine scassate e notti in vecchi e tristi motel. Per anni Holtz ha vissuto un’esistenza randagia nei mini tour statali, pochi dollari in palio, tante speranze, molti sogni. Avanti e indietro tra Illinois, Florida e Sud Carolina. “L'idea era di concedermi due anni e, se fossi migliorato o avessi guadagnato qualcosa, avrei continuato a giocare. Ho resistito il doppio, ma dopo quattro anni ho capito che era ora di smettere. La mia vita era diventata solitaria e troppo costosa. A quei livelli bisogna versare 2.000 dollari per iscriversi al torneo prima ancora di scendere in campo. Il vincitore ne potrebbe incassare 10.000, se superi almeno il taglio potresti riavere indietro un migliaio di dollari. In definitiva, ci rimetti praticamente ogni volta che scendi in campo, a meno che tu non vinca e a me non è mai successo». L'assegno più alto che Holtz ha incassato è stato di 14.000 dollari per un secondo posto all'Illinois Open, ma senza sponsor o sostegno finanziario gli è servito appena per finanziare i tornei successivi. Nel 2014 ha smesso. Poi la vita ha preso una curva diversa: si è sposato, ha avuto due figli e il golf è diventato soltanto un passatempo: “In Illinois fa freddo. Di solito ripongo le mazze alla fine di novembre e non le tiro fuori fino ad aprile”.

una settimana con papà jeff

—  

A un certo punto Holtz ha anche rinunciato allo status di professionista per poter partecipare ai tornei con i suoi amici dilettanti. Per questo ha potuto iscriversi al Mid-Am (è un’associazione che riunisce gli amateur con un handicap discreto, ma non eccezionale) dello scorso anno che gli ha aperto le porte dell’Augusta National ed è da quel giorno di settembre che sta pensando e si sta allenando per il Masters. “Gli ultimi due mesi sono stati piuttosto folli”. La preparazione ha incluso alcuni viaggi di ricognizione ad Augusta. “Hai cinque giorni in cui puoi giocare tutte le buche che vuoi”, spiega Holtz. “Quello che ho notato è che camminare all’interno delle corde è molto più faticoso. Da spettatore ti fermi, salti le buche, vai dove vuoi, bevi una birra. Ma quei giorni sono stati fantastici, ne ho approfittato giocando praticamente dall’alba al tramonto”.

per chi fare il tifo

—  

Holtz è l’esempio perfetto dell’uomo comune che – colpito dal caso e da un colpo di fortuna - si ritrova a vivere un sogno più grande di lui. Nella classifica mondiale dilettanti è soltanto al 3.262° posto e tra i sei amateur che giocheranno il Masters è decisamente il più vecchio, il secondo più anziano ha 14 anni meno di lui. Però si godrà la settimana al massimo, ha anche avuto un po’ di ingressi per familiari e amici che hanno fatto a gara per condividere con lui questa esperienza speciale. A portargli la sacca come caddie ci sarà papà Jeff, l’uomo che gli ha insegnato a giocare a golf e gli ha garantito il pass perpetuo per il Masters. Probabilmente Holtz arriverà ultimo, o quasi, ma noi sappiamo per chi fare il tifo quest’anno, almeno i primi due giorni…

Leggi l’intero articolo