Piazza Affari e le Borse europee si
sono mosse deboli nella prima seduta dopo il fallimento dei
colloqui Usa-Iran, in attesa degli sviluppi e gli effetti del
blocco statunitense nella zona dello stretto di Hormuz.
Dopo una giornata partita più pesante, i mercati azionari del
Vecchio continente hanno concluso in generale ma contenuto calo:
la Borsa peggiore è stata quella di Madrid che ha chiuso con un
ribasso di un punto percentuale, seguita da Francoforte che ha
ceduto lo 0,5%.
Negativa dello 0,3% Parigi e dello 0,2% Londra, mentre
Amsterdam ha segnato un rialzo finale in leggerza controtendenza
dello 0,2%. Dopo l'esito delle elezioni in Ungheria con la
sconfitta di Viktor Orban e la vittoria di Peter Magyar il
listino azionario di Budapest ha segnato invece un'ampia
crescita, con un aumento finale del 4,9%.
Sui mercati internazionali in chiara tensione i prodotti
dell'energia: il prezzo del gas ha chiuso in decisa crescita,
anche se lontano dai massimi di giornata, in aumento del 6,4% a
46,4 euro al Megawattora. Forte anche il petrolio, per gran
parte della giornata sopra la soglia psicologica dei 100 dollari
al barile.
Con l'euro calmo contro il dollaro, lo spread tra Btp e Bund
tedeschi a 10 anni è in lievissimo ribasso a 79,5 punti base
contro gli 80,1 dell'avvio.
In questo contesto, in Piazza Affari tra i titoli principali
i peggiori sono stati Amplifon e Stellantis, in ribasso finale
del 2,8%. Calme le banche, forte Tim in aumento del 2,5% nel
giorno del Cda. Bene anche Poste in crescita del 2,6% e con lo
stesso rialzo ha chiuso Leonardo dopo lo scivolone di venerdì.
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1 giorno fa
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