Si mantengono deboli le principali
borse europee sula scia dell'avvio in calo dei listini Usa.
L'attacco agli impianti iraniani di South Pars per il Gas e
Asaluyeh per il petrolio. La peggiore è Londra (-0,85%),
preceduta da Francoforte (-0,6%), Milano (-0,35%), Parigi
(-0,08%) e Madrid, che è invariata. Con l'effetto inflattivo
dovuto alla corsa del Brent, in rialzo del 5,15% a 108,72
dollari al barile, e del gas del 6,5% a 54,95 euro ad Amsterdam
si impennano i rendimenti dei titoli di stato, con lo spread tra
Btp e Bund decennali tedeschi che supera i 79 punti. in crescita
di 7,4 punti al 3,73% il rendimento annuo italiano, di 5 punti
al 3,6% quello francese e di 3,2 punti al 2,93% quello tedesco.
In rialzo il dollaro a 86,79 centesimi e a 75,01 penny in vista
della decisione della Fed sui tassi, che sono previsti
invariati. Segno meno invece per l'oro (-1,52% a 4.890,34
dollari l'oncia) e per l'argento (-1,61% a 77,82 dollari
l'oncia). Contrastati i petroliferi TotalEnergies (+1,84%), Bp
(+1,27%), Shell (-0,05%) ed Eni (-1,07%). Sotto pressione il
comparto dei cibi e delle bevande con Nestlé (-4,08%), Danone
(-3,31%), Heineken (-3,18%), Carlsberg (-2,33%) Magnum (-1,7%) e
Campari (-1,55%), frenato da "una generazione di cassa prevista
in declino nel 2026 già prima degli effetti della guerra
sull'inflazione", secondo gli analisti di Bloomberg. Acquisti su
Cucinelli (+2,77%), Leonardo (+1,9%) Fincantieri (+1,3%),
Prysmian (+1,85%) e sui bancari Banco Bpm (+1,89%), Bper (+1,6%)
e Mediobanca (+1,38%). Sugli scudi Commerzbank (+2,64%) dopo
l'apertura di Andrea Orcel a una revisione dell'Ops di Unicredit
(-0,.36%).
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