Ancora una seduta di sofferenza per
i listini europei. Il Vecchio continente, in scia ai mercati
dell'Asia, è ancora in tensione sui timori di un'escalation
della guerra in Iran.
A pesare più di tutto è la chiusura dello Stretto di Hormuz
con il petrolio che continua a oscillare. Il Brent ha toccato un
massimo a 102,75 dollari per poi tornare su quota 100 dollari.
Stesso discorso per il wti poco sopra 95 dollari al barile. Il
gas resta è più stabile con i contratti Ttf ia 51 euro al
megawattora.
Lo stoxx 600, l'indice europeo, cede un punto percentuale
con gli industriali ed, in particolare quelli estrattivi e
metallurgici, sotto pressione. Parigi perde l'1,05%,
Francoforte lo 0,9%. Milano lima a -0,55% mentre Tim (-2,6%) è
la maglia nera del listino. Di contro viaggiano spedite Saipem
(+1,9% ) ed Eni (+1,45%).
Prosegue il rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato
con la scommessa che le banche centrali rialzeranno i tassi per
contenere la spinta dell'inflazione. Il decennale italiano sale
al 3,77%, quello tedesco sfiora il 2,95%, l'oat francese il
3,65%. Lo spread tra Btp e Bund si conferma a 82 punti base. Il
dollaro si rafforza su tutti le principali monete. L'euro passa
di mano a 1,1442, sui livelli più bassi da agosto.
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