Ampliano il calo le principali borse tra Usa e Iran con i future Usa all'indomani del flop dei negoziati di pace americani con l'Iran. Nel giorno in cui scatta il blocco dei porti iraniani annunciato dal presidente Trump balzano il greggio (Wti +7,8% a 104,1 dollari al barile e Brent +7,11% a 102 dollari) e il gas naturale (+8,63% a 47,41 euro al MWh).
La peggiore in Europa è Madrid (-1,75%), preceduta da Francoforte (-1,45%), Parigi (-1,05%), Milano (-1%) e Londra (-0,55%).
Salgono anche i rendimenti dei titoli di Stato, con lo spread tra Btp e Bund tedeschi balza a 80 punti, il rendimento annuo italiano in crescita di 5 punti al 3,89%, quello tedesco di 3,65 punti al 3,09% e quello francese di 4,4 punti al 3,75%. Sale il dollaro a 85,55 centesimi di euro, 159,77 yen e 74,47 penny.
Cedono i titoli del lusso da Cucinelli (-4,6%) e Moncler (-3,4%) a Kering (-3,3%), Swatch (-2,3%) e Richemont (-2,2%).
Sotto pressione anche gli automobilistici Stellantis (-3,4%), Continental (-2,52%), Ferrari (-1,9%), Renault (-1,8%) e Volkswagen (-1,7%) dopo un report di Ubs sul settore dell'auto.
Più cauta Pirelli (-0,9%) dopo la decisione del governo italiano di proseguire con il 'golden power' finché i cinesi di Cnrc-Sinochem non scenderanno sotto il 10%.
Deboli anche i bancari SocGen (-2,3%), Mediobanca (-2,05%), Commerzbank, Unicredit e Bper (-1,9% tutt'e tre), Mps (-1,5%), Intesa (-1,35%) e Banco Bpm (-1,25%).
Si muovono in controtendenza i petroliferi Shell (+1,5%), TotalEnergies (+1,4%), Bp (+1,25%), Repsol (+0,7%) Saipem (+0,6%) ed Eni (+0,5%). Bene anche il comparto della difesa con Leonardo (+1,25%), RheinMetall (+1%) e Thales (+0,8%).
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