Si muovono in ordine sparso i
principali borse di Asia e Pacifico dopo il lungo ponte di
Pasqua e nel giorno della scadenza dell'ultimatum del presidente
Usa Donald Trump all'Iran sullo stretto di Hormuz. Tokyo
guadagna lo 0,03%, Taiwan il 2,02%, Seul lo 0,82% e Sidney
l'1,74%. Chiusa per festività Hong Kong, mentre sono ancora
aperte Shanghai (+0,22%), Mumbai (-0,02%) e Singapore (-0,41%).
Positivi i future sull'Europa, dove arrivano alcuni indici Pmi,
negativi invece quelli sui listini Usa.
I pochi listini aperti nella vigilia hanno tratto vantaggio
dalle attese su un possibile cessate il fuoco in Iran, ma ora
prevale la cautela in vista dei un possibile attacco Usa. A poco
è servita la decisione di Opec+ di aumentare la produzione di
greggio, che si mantiene sui massimi. Il Wti Usa guadagna il
2,62% a 115,3 dollari al barile superando il Brent del Mare del
Nord (+1,51% a 111,43 dollari al barile). In rialzo il gas
(+1,31% a 50,7 euro al MWh), mentre scende l'oro (-0,82% a
4.651,6 dollari l'oncia). Stabile a 86,63 centesimi di euro il
dollaro, che guadagna terreno invece a 75,5 penny. Scende a 88
punti il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi, con il
rendimento annuo italiano in crescita di 4,7 punti al 3,89%,
quello tedesco di 2,3 punti al 3,01% e quello francese di 4,3
punti al 3,72%.
Sulla piazza di Tokyo acquisti sul comparto dell'elettronica
da Tdk (+2,77%) a Seiko (+1,11%) e Canon (+0,45%). Segnano il
passo invece i produttori di auto Suzuki (-3,27%), penalizzato
dagli analisti di Citigroup, Mitsubishi (-1,07%), e Honda
8-0,79%), a differenza di Toyota (+0,15%). In rialzo i bancari
Nomura (+0,95%) e Motsubishi Ufj (+0,68%).
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2 ore fa
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