Borsa, arranca la difesa. Coco (Intermonte): "Solo spostamenti flussi investitori"

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Dopo il rally degli scorsi giorni, inciampano Leonardo e Fincantieri. Sul listino di Piazza Affari, Fincantieri cede il 3,88% e Leonardo l'1,04%. Il trend non si sta invertendo, quelli di oggi sono prese di profitto: "I movimenti dei titoli riflettono flussi di investitori che si spostano - dice all'Adnkronos Enrico Coco, analista del settore difesa di Intermonte -. La difesa è stato uno dei temi cavalcati nelle ultime settimane in vista del summit di Ankara. Da inizio anno la performance non è brillante, peggio di altri settori, ma nelle ultime settimane, con l’annuncio dell'incontro, gli investitori si erano mossi. Ieri il settore è stato molto forte e oggi sta restituendo parte di quello che ha fatto in questi giorni".

Fincantieri "ha annunciato quattro nuove operazioni che permetteranno di consolidare quattro nuove società entro fine 2027". Per Leonardo si tratta di "movimenti di settore". Il summit Nato di Ankara ha confermato gli impegni sull'aumento delle spese per la difesa, fino a raggiungere il 5% entro il 2035. "L’Europa su questo si è mossa a due velocità - fa notare l'esperto -: i paesi del centro Europa, come Polonia e Paesi Baltici hanno aumentato molto i budget militari per la minaccia russa. L'Italia ha preso invece impegni precisi". Nel 2025 il Bel Paese ha speso il 2,1% del pil in difesa. Nel 2026 il governo si è impegnato in sede Nato a spendere il 2,8%. Questo aumento di 0,7% è garantito però soprattutto da spese legate alla sicurezza interna. Poi si punta ad arrivare attorno al 3,1% nel 2027 e al 3,3% nel 2028 per poi continuare a salire fino al 5%: 3,5% di spese strettamente militari e un punto e mezzo di spese di sicurezza generali.

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