La terra battuta che diventa finalmente 'amica' e la corona di Re del tennis ritrovata. Cuore, umiltà e culto del lavoro firmati Jannik Sinner, capace di vincere il tabù sul rosso e detronizzare il rivale e amico Carlos Alcaraz in un colpo solo.
Montecarlo celebra un Sinner 2.0, migliorato sia fisicamente che mentalmente, ora in grado di poter realizzare il sogno di conquistare anche gli Internazionali d'Italia e il Roland Garros, l'ultimo torneo Slam che manca nel palmares del campionissimo di Sesto Pusteria.
E che il tabù sulla terra rossa parigina possa presto essere rotto da Sinner è convinto anche Adriano Panatta, campione del Roland Garros 1976: "Ha vinto la determinazione, la forza mentale e il lavoro quotidiano per migliorarsi di Sinner. Forse ha un filino in meno di abilità tecnica ma è talmente forte mentalmente che quella roba lì ce l'ha in tutte le partite quindi o Alcaraz gioca al 100% tutte le partite oppure, se scende anche di una piccolissima percentuale, Sinner vince. Sinner quando si sveglia la mattina la prima cosa a cui pensa è migliorarsi. Lui vuole migliorare i colpi che gli riescono meno bene e per 12 ore pensa a quella cosa lì in modo ossessivo. Per me, Alcaraz non pensa nella stessa maniera: è un giocatore più fantasioso ed estemporaneo ma se non fai come fa Sinner, diventa difficile per lo spagnolo. Jannik entra in campo e 'te vuole menà', non gli basta vincere. E questa mentalità - conclude Panatta - la allena tutti i giorni. Lui è un atleta che affronta questo sport in modo monacale. Alcaraz no".
Paolo Bertolucci guarda alle prossime sfide: "Jannik a livello psicologico ha dato un gancio a Carlos e l'ha messo ko, sulla sua superficie. La campagna sul rosso è lunga fino al Roland Garros ma è un buon inizio". L'altoatesino ha infilato una striscia di 17 successi consecutivi (ottenuti tutti in due set tranne in un' occasione) recuperando 3.000 punti su Alcaraz e ora ha un margine di 110 punti sullo spagnolo che giocherà a Barcellona questa settimana, mentre l'azzurro deve sciogliere la riserva sul successivo torneo di Madrid.
Alcaraz, finalista l'anno scorso in Catalogna, vincendo il titolo del torneo tornerà numero 1. E il duello in vetta continua. Certo il trionfo a Montecarlo ha segnato un altro passo in avanti per Sinner, che si è lasciato andare a festeggiamenti originali (ha fatto il giro del web il video del suo tuffo dal trampolino nella piscina del Country Club, un momento esilarante, reso ancora più simpatico dal suo iniziale timore davanti al trampolino. "Ma quanto è alto?" ha chiesto l'azzurro al suo allenatore, Simone Vagnozzi, prima di trovare il coraggio e lanciarsi a bomba). E proprio il coach ha sottolineato l'importanza d'aver sfatato il tabù sulla terra rossa: "Siamo davvero felici, vincere un grande torneo sulla terra battuta era uno dei nostri obiettivi di quest'anno. Non c'era modo migliore per iniziare - ha detto - Dopo un mese così intenso e difficile Jannik è arrivato qui e, giorno dopo giorno durante il torneo, ha migliorato il suo gioco: è questa la cosa più bella".
Video Sinner si tuffa in piscina per festeggiare la vittoria a Montecarlo
A esaltare il nuovo n.1 è anche l'ex tennista e ora allenatore Ivan Ljubicic: "La cosa più impressionante di Jannik è che continua a migliorare costantemente e questa è una brutta notizia per tutti gli avversari che lo inseguono. Il dominio di Sinner e Alcaraz ricorda quello del 2005-2006, quando Federer e Nadal vinsero praticamente tutto: io ero numero 3 al mondo, esprimevo il mio miglior tennis, ma mi sentivo comunque lontanissimo da loro, proprio come sta accadendo oggi con Zverev". Ovvero dietro ai due extra terresti il vuoto cosmico.
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