Bertinotti ricorda, 'scisse il popolo del movimento operaio'

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La Lega di Bossi una costola del movimento operaio? Fausto Bertonotti non la vede così. E nel ricordare il senatur, con cui ha avuto un rapporto anche scherzoso, offre un punto di analisi diverso da Massimo D'Alema: "Penso che l'ipotesi politica di Bossi sia stata doppiamente secessionista. Lo fu sul terreno nazionale, con l'invenzione di una realtà che non esisteva come la Padania e la costruzione di un'identità fondata su un popolo territorialmente definito. Ma scisse anche il popolo del movimento operaio. Dunque il suo fu un secessionismo sia orizzontale, sia verticale".

 Intervistato dall'ANSA all'indomani della scomparsa del padre della Lega, Bertinotti fa riferimento a "quel popolo che si formò nel dopoguerra, dopo la sconfitta del nazifascismo, e che rappresentava il riferimento costituzionale" della Repubblica. "Lui separò una parte di quel popolo che era appartenuto al movimento operaio" per darle "una diversa collocazione ideologica, culturale e politica". E questa fu la secessione verticale. "Nella secessione orizzontale, invece, c'è proprio l'invenzione di un popolo altro - argomenta lo storico segretario del Prc -, basti pensare al Po, alle operazioni simboliche, alle ampolle...".

Quanto al rapporto personale con Bossi, Bertinotti premette di essere "abituato a guardare anche tramite la lente politica". Poi entra nel merito: "C'era sicuramente un doppio binario: da un lato tutta la distanza politica; dall'altro un'origine comune nel popolo, il fatto che prima della scissione, in quel popolo eravamo cresciuti entrambi. Non a caso, prima di diventare un esponente della Lega, Bossi aveva frequentato i luoghi classici della sinistra".

"Talvolta, quando ci incontravamo nelle piazze o altrove, ci prendevamo in giro - racconta -. Ci scambiavamo dei bigliettini con scritto 'Permesso di attraversare il Ticino' dalla "Repubblica socialista" (io) o "dal Nord" (lui). Fu un modo di relazionarci anche scherzoso, almeno nel primo periodo. Poi, quando diventò uomo di governo le strade si separarono ancor di più - spiega - perché è evidente che la sua collocazione di governo cancellò quella lontana origine di popolo e configurò definitivamente la secessione come componente di un processo politico, con l'anticipazione di elementi populistici".

La trasformazione del primo Bossi in un Bossi compiutamente "populista", a suo avviso, è frutto di "un cammino lungo". "Credo che l'accelerazione sia stata determinata dall'ascesa al governo della Lega: Bossi aveva il problema di non fare apparire che l'andare al governo con Berlusconi fosse il tradimento delle istanze di popolo, l'abbandono degli elementi culturali e genetici di una politica popolare".

La famosa canottiera del senatur, secondo Bertinotti, dimostra proprio questo: "Nel momento in cui sei attratto dal potere e scegli quella nuova collocazione, con Berlusconi, indossi una canottiera per dire che sei rimasto ancorato al popolo. Nella sua versione populistica". 

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