Bebe Vio, nuova vita in pista: sarà al via dei campionati italiani paralimpici dei 100 metri

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Leggenda della scherma paralimpica, è stata costretta ad abbandonare a causa di alcuni problemi fisici: "Il mio cuore rimane lì, ma io senza far niente non so stare". Obiettivo Los Angeles 2028?

Claudio Arrigoni

4 luglio - 08:23 - MILANO

Ricomincia da Grosseto. La pista dei campionati italiani paralimpici di atletica che cominciano sabato allo stadio Zecchini, storico impianto che ha ospitato anche una edizione degli Europei, sarà il palcoscenico dal quale parte la seconda vita sportiva Bebe Vio Grandis. È alla sua seconda gara gara sui 100 metri, ma quella precedente era solo una gara di qualificazione interregionale, gli Assoluti sono altra cosa. Bastano i numeri: 219 fra atlete e atleti, 49 provenienti dall'estero, in rappresentanza di 59 società. Una nuova sfida che Bebe ha iniziato con entusiasmo: "Io senza far niente non so stare. Non ce la potevo fare. Mi sveglio la mattina e devo fare sport. Il mio cuore rimane alla scherma, ma per problemi fisici non potevo più praticarla. L'atletica era l’unica disciplina che in questo momento poteva farmi bene a livello fisico". Ne ha parlato giovedì, prima di immergersi negli ultimi allenamenti a Grosseto, dal palco del Teatro del Maggio Fiorentino, dove ha ricevuto il premio Fair Play Menarini insieme a stelle dello sport mondiale come Mondo Duplantis, Diego Milito, Gregorio Paltrinieri, fra gli altri.

un bel debutto

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Per Vio Grandis, che correrà oggi alle 10, un bel debutto. A Grosseto sono presenti Azzurri e Azzurre di punta della Nazionale. Nello sprint ci saranno la campionesse mondiale Ambra Sabatini e Giuliana Filippi, reduci da Mondiali e Paralimpiadi, anche se le gare vedranno le atlete accorpate, con condizioni e classificazioni diverse e non sarà quindi la posizione di arrivo la cosa più importante, quanto la prova individuale. "Questa è la mia prima gara e so che posso andare lì e divertirmi totalmente, perché tanto il risultato per la prima volta non interessa a nessuno". Bebe è l'unica della cat. T62, riservata a chi ha doppia amputazione sotto il ginocchio. "La cosa più bella è che sto entrando pian piano in questo nuovo mondo dell'atletica e che i bimbi e le bimbe che ho visto crescere anche nella mia associazione, art4sport, che è diventata Fondazione, mi stanno spiegando come funzionano le gare, le protesi per correre, la partenza. Insomma, imparo da loro".

obiettivo los angeles

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L'obiettivo, non dichiarato ancora, sono i Giochi Paralimpici di Los Angeles. Anche se per il 2028 c'è ancora tempo. "Ora voglio divertirmi, poi vediamo cosa arriva. Ho tutte le carte per riuscire a fare qualcosa, devo mettere il mio fisico e sperare che lui mi voglia seguire. La scherma in carrozzina non è uno sport dove le gambe vengono usate. Quindi usarle è una cosa totalmente nuova, mi sto divertendo molto. La mia fortuna più grande è come sempre la mia squadra: il mio preparatore atletico è passato con me dalla scherma all'atletica, sono riuscita a convincere a seguirmi un grande allenatore, che è il Ct della velocità. Il gruppo sportivo della Polizia continua a sostenermi. Penso che un gruppo come quello che mi è vicino sia il mio punto di forza più grande in questo momento".

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