Barkley affonda gli Spurs: "La squadra più stupida della storia". Wemby: "Siamo stati ingordi, ma senza fame"

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Dal +29 sprecato al tap-in decisivo di Anunoby: le reazioni e l'autocritica di San Antonio dopo una delle rimonte più clamorose nella storia delle Finals

"La squadra di basket più stupida nella storia della civiltà". È appena finita una delle partite più incredibili delle Finals: i Knicks hanno rimontato da -29 vincendo Gara 4 e Charles Barkley, nel post partita televisivo, ha riassunto così un secondo tempo da non credere. Alla Charles Barkley: "Avevano 29 punti di vantaggio e hanno tirato otto triple consecutive. Voglio dire, quella è stata una delle pallacanestro più mal gestite e più stupide che abbia mai visto. Gli Spurs hanno aiutato i  Knicks a vincere questa partita facendo alcune delle cose più senza senso che abbia mai visto su un campo da basket". Sulla stessa linea anche Shaquille O’Neal: "Hanno giocato una pallacanestro terribile. Si sono rilassati. Si sono sentiti troppo al sicuro con quel vantaggio. Stavano già pensando di tornare a San Antonio e semplicemente non hanno giocato in modo intelligente".

ingordigia

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Una serie di scelte sbagliate, dal secondo tempo offensivo alla decisione di D'Aaron Fox che, a 12" dalla fine, dopo un recupero di palla va ad attaccare il ferro invece di tenere il possesso e costringere i Knicks al fallo. Fox si è giustificato così: "Pensavo semplicemente di riuscire a battere Anunoby in velocità. Tutto qui. Ho provato ad andare al ferro per portarci a +3 e costringerli ad aver bisogno di una tripla. Poi OG ha fatto una grande stoppata". E infine il mancato tagliafuori della difesa di San Antnoio proprio su Anunoby, che a un secondo dalla sirena trova il tap-in della vittoria. Per spiegare quanto accaduto, Wembanyama usa la parola "greediness", che significa letteralmente avidità, ingordigia. "Non credo esista un manuale per una situazione del genere. Non so nemmeno se si debba davvero andare oltre una cosa così. Credo che tu debba sentire il dolore, il disgusto. E non penso sia qualcosa che si possa imparare.  In questo momento non riesco davvero a spiegarlo. È stata una questione di esecuzione. Di avidità, in un certo senso. Nel secondo tempo, chiaramente, non eravamo la squadra più affamata". E adesso chiedono a Wemby? "Dobbiamo assumerci le nostre responsabilità a vicenda. Comunicare. Senza puntare il dito contro nessuno. Dopo di che, o hai quello che serve, oppure non ce l’hai.. Ma abbiamo già dimostrato di saper superare difficoltà del genere. Anche se non ci eravamo mai trovati in una situazione simile, sono convinto che siamo costruiti per reagire e che sapremo trarne qualcosa di positivo. Ci renderà più uniti".

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