Il ct dell'Italia ha anche incontrato di persona DiVincenzo: "Donte è ricettivo, potrà essere una presenza importante. Ci stiamo organizzando anche a livello di scouting per seguire i ragazzi nei loro progressi"
Simone Sandri
5 aprile - 20:45 - NEW YORK
Un viaggio breve ma decisamente intenso e dal significato importante quello di Luca Banchi negli States. La Nazionale, infatti, fa capire di essere vicina agli azzurri che hanno scelto, e che sceglieranno in futuro, grazie soprattutto alle opportunità economiche che ora forniscono i college attraverso la NIL, la strada americana. Partendo da New York Banchi ha fatto tappa a Boston e a Miami, toccando anche cittadine collegiali come St. Bonaventure e Durham, sede naturalmente di Duke. Il messaggio è chiaro, l’America viene monitorata con attenzione da coach Banchi e dalla rete di scout che la Federazione sta tessendo. “Un viaggio breve ma decisamente proficuo - sottolinea il tecnico azzurro - alcuni dei nostri ragazzi erano fuori sede per via del torneo Ncaa ma ho potuto vedere di persona diversi atleti, facendo capire loro che la Nazionale, e l’intero movimento cestisti italiano, è vicina a loro”.
A Boston ha incontrato per la prima volta anche Donte DiVincenzo, che impressione le ha fatto?
"Ci eravamo già sentiti telefonicamente ma volevano conoscerci anche perché ci tenevo a presentarmi di persona per illustrargli il nostro progetto. Mi è sembrato decisamente ricettivo, sappiamo bene però che con le finestre per le gare di qualificazione ai mondiali fare discorsi sulla sua convocazione diventa complicato. È difficile ipotizzare un suo coinvolgimento quest’estate, ma ritengo che in futuro possa diventare una presenza importante in una squadra che si sta ringiovanendo e che ha bisogno anche di giocatori di esperienza".
Che risposte ha avuto invece da Simone Fontecchio?
"Simone resta naturalmente un punto fermo ma sappiamo che la sua partecipazione estiva dipende da fattori fuori dal nostro controllo. Così come per DiVincenzo ci sarà una situazione contrattuale da gestire che non dà garanzie per le nostre tempistiche, detto questo Fontecchio sa bene quanto sia importante per noi".
Con la NIL sempre più cestisti azzurri sceglieranno la strada dei college, come si pone la Nazionale in questo nuovo contesto?
"E’ vero, abbiamo una cinquantina di ragazzi nei vari college che devono essere monitorati e che meritano di essere sostenuti, per questo ci stiamo organizzando anche a livello di scouting, per seguire i loro progressi ben sapendo che nella prossima stagione ne arriveranno molti altri. In più vogliamo anche studiare un programma di transizione per i cestisti che tornano dall’esperienza americana e che si confrontano con il campionato italiano, per proseguire la loro valorizzazione".
Riccardo Fois resta fondamentale per la Federazione in Usa ma avrà un ruolo anche Filippo Messina, head manager a Duke che il prossimo anno entrerà a far parte dello staff tecnico dei Blue Devils. Cosa vi aspettate da loro?
"Riccardo non ha bisogno di presentazioni, ha una rete di contatti incredibile e sta facendo una carriera importante nella Nba. Per noi è un vero e proprio punto di riferimento in Usa. Filippo ci aiuterà a seguire i tanti giocatori azzurri in college, è un ragazzo davvero affidabile che sta crescendo cestisticamente in un programma straordinario come Duke. Un aggiunta sicuramente importante per noi".
A Miami ha incontrato anche Danilo Gallinari, c’è la possibilità che in futuro possa avere un ruolo in Nazionale?
"Danilo per noi è una grandissima risorsa e sta facendo cose eccellenti nella sua transizione post carriera agonistica, un discorso che peraltro vale anche per ragazzi come Marco Belinelli e Andrea Bargnani, veri simboli del basket azzurro. E’ un’eccellenza assoluta in un territorio che per noi diventa sempre più importante".










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