Raffaele Palladino non si nasconde: la squadra è settima e distante, ma l’ambizione resta intatta. Con 15 punti ancora in gioco, il tecnico carica l’ambiente in vista del finale di stagione.
Raffaele Palladino non fa calcoli. L’Atalanta è settima in classifica, distante dalle posizioni di vertice, ma l’ambizione non si è spenta. Il tecnico nerazzurro suona la carica alla vigilia della trasferta di Cagliari, mettendo nel mirino i 15 punti ancora a disposizione per provare a scalare la classifica.
“Il nostro focus è la prossima partita”
L’eliminazione dalla Coppa Italia è stata difficile da digerire. Ci sono voluti un paio di giorni per metabolizzare la delusione, soprattutto per come è maturata. Palladino però guarda avanti: “Siamo quinti per punti fatti da quando sono arrivato io. Ora siamo distanti dall’Europa ma ambiziosi. Certe partite le perdi per dettagli, ma non ho niente da rimproverare ai ragazzi: con la Juve forse è stata la nostra miglior partita, contro Roma e Lazio ce la siamo giocata”.
Tra rammarico e poco cinismo
Il settimo posto attuale è figlio di un inizio di stagione altalenante. Palladino ricorda però il percorso fatto dalla squadra dal suo arrivo, con dati che la collocano al quinto posto per punti ottenuti dietro Inter, Milan, Napoli e Juventus: “Siamo stati bravi a riprenderla tra episodi arbitrali e tutto il resto. Non siamo stati fortunati né cinici, sono sfide che si giocano sui dettagli. Non è facile scardinare la linea bassa di dieci giocatori dietro la linea della palla. Mi preoccuperei se non creassimo, ma creiamo tanto. Dobbiamo solo insistere. Ultimamente ci sta girando un po’ male: mi prendo comunque il dato della terza miglior difesa che è merito anche dei rientri degli attaccanti”.
Il contratto può attendere, prima la squadra
Il finale di stagione sarà complicato anche dall’assenza di Lorenzo Bernasconi, fuori per l’ultimo mese a causa di un infortunio. Un’assenza pesante, con alternative come Bakker, Zappacosta, Bellanova e Musah pronte a subentrare. Sul fronte personale, Palladino non ha fretta di discutere il rinnovo del contratto, in scadenza tra un anno. “Dei soldi non m’importa nulla. Io mi affeziono alle società e alle persone. A fine stagione vedremo quel che deciderà la società: è importante il lavoro nel presente, non allungare di due o tre o quattro anni”.









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