"Continuiamo a tenere la situazione
sotto stretta osservazione, insieme agli uffici operativi delle
compagnie di navigazione, in raccordo con il ministero degli
Affari Esteri e la rete diplomatica delle nostre ambasciate, che
sta confermando un altissimo livello di preparazione e
attenzione, così come con il ministero dei Trasporti anche
tramite il Comitato Interministeriale per la sicurezza
marittima".
Così Stefano Messina, presidente di Assoarmatori.
"La prima preoccupazione - ha detto Messina - era e rimane
quella relativa alla sicurezza degli equipaggi. L'obiettivo è
quello di tenere le navi lontane da quest'area così a rischio.
Questo perché lo Stretto di Hormuz non è ufficialmente chiuso,
ma nei fatti è come se lo fosse: gli ultimi dati parlano di un
crollo dei transiti vicino al 90% dall'inizio del conflitto, e a
passare sono quasi esclusivamente navi per così dire vicine a
interessi iraniani. Non ci risulta, a tal proposito, alcun
tentativo di accordo fra l'Italia e l'Iran, come alcune
indiscrezioni delle ultime ore, e al momento è prematuro
ipotizzare una ripresa dei traffici. L'attenzione resta infatti
altissima ora dopo ora su Hormuz così come sullo stretto di Bab
el-Mandeb, dove sono riprese le preoccupazioni sui possibili
attacchi degli Houthi e dove però la marina mercantile nazionale
è in contatto e costante collaborazione con la Marina Militare
italiana operante all'interno della Missione europea Aspides.
Oltre a questo - conclude Messina -, un altro dei rischi che
stiamo monitorando riguarda i possibili attacchi non
convenzionali alle navi, ovvero disturbi alla navigazione e
attacchi cyber diretti anche alle infrastrutture commerciali
legate al trasporto marittimo".
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