Il diciannovenne bolognese lancia la sfida con la nuova Mercedes W17: “Con queste monoposto cambia tutto, i test sono fondamentali e io mi sento cresciuto”
È l’inizio di un’era. Lo ripete spesso Andrea Kimi Antonelli, parlando della sua nuova Mercedes W17 e della sfida che la prossima stagione di Formula 1 gli porrà davanti. Regolamenti, monoposto, motori: tutto sarà diverso. Ma l’obiettivo del diciannovenne bolognese, punta di diamante dell’Italia nel motorsport, è chiaro: vincere. Prima, però, serve imparare e comprendere a fondo queste nuove vetture: “I test a Barcellona sono stati fondamentali in questo senso – ha raccontato Kimi a margine della presentazione della nuova Mercedes – la squadra ha svolto un grande lavoro ed è stato un test positivo quello in Spagna, anche se al momento è ancora difficile dire dove siamo rispetto ai nostri avversari, non conoscendo i carichi di benzina e le mappature del loro motore durante i test”. Per avere un quadro chiaro, lo sa bene Antonelli, bisognerà aspettare le prossime sessioni in pista in Bahrain e soprattutto il via del campionato a Melbourne: “Ma per ora le sensazioni che mi ha trasmesso la macchina sono state molto positive”.
impressioni e avversari
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Con un’idea ancora parziale di quanto mostrato a Barcellona dai suoi avversari, Kimi ammette che c’è chi lo ha sorpreso più di altri: “La Red Bull mi ha impressionato, in particolare per il motore, perché sviluppare la power unit non è una cosa semplice e loro quest’anno sono andati incontro a un grandissimo cambiamento, diventando costruttori. Il motore è sembrato da subito andare bene e hanno fatto parecchi giri. Noi sinceramente ci aspettavamo che potessero avere più problemi, ma hanno svolto fin da subito un grandissimo lavoro”. E anche la squadra di Maranello, aggiunge Antonelli, è sembrata andare subito bene: “La Ferrari ha macinato tanti giri ed è sembrata andare molto bene anche a livello di affidabilità. In McLaren hanno avuto qualche problema in più, ma la vettura a livello dinamico sembra ben fatta”. Le maggiori considerazioni di Antonelli, però, sono arrivate sul fronte delle nuove vetture e su come si è trovato a guidarle per la prima volta dopo essersi allenato al simulatore: “La potenza è impressionante e con l’elettrico l’accelerazione è più brusca. La batteria non dura moltissimo, ma ha una capacità sufficiente per percorrere tutto il rettilineo, con una riduzione della potenza dell’elettrico dopo la botta di accelerazione iniziale. Così, quando la potenza elettrica diminuisce, la vettura tende a plafonare o anche a ridurre la velocità. Questo aspetto è qualcosa di mai visto per tutti noi piloti, ma credo che sarà più o meno accentuato a seconda delle tipologie dei circuiti. Dipende tutto dalla lunghezza dei rettilinei: in quelli corti utilizzi meno batteria e quindi arrivi ad approcciare la curva a una velocità più bassa, mentre dove ci sono rettilinei molto lunghi si sfrutta tutta la batteria e arrivi molto più forte al punto di staccata. Di conseguenza anche i riferimenti che abbiamo possono cambiare da curva a curva”.
la crescita
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Quello di Antonelli è stato un inverno importante anche dal punto di vista personale, per la crescita di un ragazzo che, a diciannove anni, si prepara a disputare la sua seconda stagione di Formula 1 in un top team: “Ho avuto un po’ di tempo per riflettere sulla mia prima stagione e questo mi ha aiutato. Ora mi sento più pronto, l’esperienza accumulata nel 2025 mi rende molto più preparato. Ora so cosa aspettarmi, conosco meglio questo mondo e sono veramente carico”. L’obiettivo, per Kimi, è quello di lottare sempre tra i primi: “Ogni volta che scendi in pista l’obiettivo è sempre lo stesso: essere il migliore, essere più veloce, e questo include ovviamente vincere”. E mentre cresce come pilota, per Antonelli sono arrivate durante l’inverno anche le prime prove di vita da adulto: “Mi sono trasferito da un mesetto, adesso vivo da solo. È arrivato il momento di essere l’uomo di casa, perché vivo da solo e devo prendermi cura della casa, pulire, fare lavatrici… anche perché quando vivevo con i miei non facevo praticamente niente. Devo essere sincero, mi piace. È casa mia, ci tengo che sia in ordine e pulita”. Prime prove di maturità per un ragazzo che, in giro per le piste di tutto il mondo, ha già dimostrato di essere pronto a grandi sfide.










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