Il leader del campionato pronto alla sfida di Barcellona: "Che emozione il tuffo con la squadra a Montecarlo. Ma ora c'è un weekend non facile, gli avversari sono veloci". "Sono cresciuto molto, ma ancora non so dove posso arrivare. Penso a divertirmi e ad andare veloce, a fine anno vedremo dove sono"
Dal tuffo nel porto di Montecarlo alla caldo di Barcellona. Nel giro di pochi giorni Andrea Kimi Antonelli è passato dai festeggiamenti per una delle vittorie più importanti della giovane carriera alla preparazione di un altro weekend che potrebbe dire molto sulla sua corsa al titolo mondiale. Il 19enne della Mercedes arriva in Catalogna da leader del campionato, forte di un successo nel Principato che ha confermato definitivamente il suo status di protagonista assoluto della Formula 1. Ma se c'è una caratteristica che continua a emergere dal percorso del bolognese è proprio la capacità di usare bene l'entusiasmo senza farsi travolgere. Monaco è stata una festa memorabile, dentro e fuori dalla pista, ma ormai appartiene al passato. "Vorrei sapere innanzitutto cosa c'era nell'acqua del porto", scherza Antonelli ripensando al tradizionale tuffo nei festeggiamenti post-gara. "Però è stato bellissimo, anche un po' di fresco dopo una gara disputata con grande caldo. È stato un momento speciale da condividere con tutta la squadra e che ricorderò per sempre. Vedere il team così felice e coinvolto ha reso felice anche me". Un ricordo destinato a rimanere nella memoria, così come il gala celebrativo che ha seguito il weekend monegasco. "Non sono abituato a partecipare a eventi di quel tipo, ma è stata un'esperienza molto piacevole. Spero di poterla rivivere anche il prossimo anno".
nuove imprese
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Le emozioni, però, lasciano già spazio alle nuove imprese da raggiungere. Perché Barcellona rappresenta un banco di prova molto diverso rispetto ai due appuntamenti precedenti. Se il Canada era stato caratterizzato da temperature insolitamente basse e Monaco è per definizione un circuito unico nel calendario, il Montmeló offrirà indicazioni più affidabili sul reale valore della Mercedes. "Sarà un weekend molto interessante per noi - spiega Antonelli -. Potremo finalmente capire il reale potenziale del pacchetto introdotto in Canada. Là le condizioni erano particolari, Monaco è una pista completamente diversa. Barcellona invece è un circuito più standard e ci permetterà di vedere meglio quanto possiamo guadagnare in termini di prestazione". L'italiano si aspetta una concorrenza serrata. La Red Bull è sembrata competitiva anche sulle strade del Principato, la Ferrari ha portato nuovi aggiornamenti e la McLaren potrebbe beneficiare delle alte temperature previste per il fine settimana. "Non sarà facile. La Red Bull era molto forte a Monaco, la Ferrari ha portato nuove componenti e sarà sicuramente della partita. Anche la McLaren potrebbe essere molto competitiva perché questa pista, con il caldo, assomiglia per certi aspetti a Miami, dove erano stati molto veloci".
percorso di crescita
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Se però oggi Antonelli parla da vincitore e da leader del Mondiale, gran parte del merito è attribuito alla crescita compiuta negli ultimi 12 mesi. Lo stesso pilota ammette che il vero salto di qualità non è arrivato da una rivoluzione tecnica o mentale, ma dall'esperienza accumulata. "È cambiato tantissimo. Avere un anno di Formula 1 alle spalle conta enormemente. Conosci meglio i weekend, l'evoluzione della pista, impari a gestire le energie e capisci cosa funziona per te e cosa no. Inoltre conosci meglio il team e il rapporto si rafforza sempre di più. Tutti questi fattori messi insieme fanno una differenza enorme". Una maturazione che passa anche attraverso le difficoltà affrontate nella stagione d'esordio. Antonelli non nasconde di aver attraversato momenti complicati, soprattutto durante la parte europea del campionato scorso. "Ho dubitato molto di me stesso l'anno scorso, specialmente nel periodo difficile che ho vissuto in Europa. Ma oggi sono quasi grato che sia successo, perché mi ha aiutato a crescere tantissimo. Mi ha insegnato molto sia come pilota sia come persona". "Quest'anno non mi sono mai messo in discussione e non ho mai dubitato di me stesso. Ci sono ancora tante domande a cui devo trovare una risposta, soprattutto riguardo al mio potenziale e a quanto posso ancora migliorare, ma sono domande diverse".
il mondiale
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Eppure Antonelli continua a evitare accuratamente qualsiasi discorso sul campionato. Sa che l'occasione è concreta, sa che la macchina gli permette di vincere e di lottare per il titolo, ma non vuole che il pensiero della classifica condizioni il suo approccio. "So quale opportunità c’è sul tavolo e voglio sfruttarla al massimo. Però non voglio guidare pensando continuamente al campionato. Preferisco concentrarmi sul processo, su quello che devo fare in pista, cercando anche di divertirmi e di andare il più veloce possibile. Poi vedremo dove saremo a fine anno". A mantenerlo ancorato alla realtà ci pensano le persone che lo accompagnano da sempre. Prima di tutto la famiglia. "Mio padre è una roccia. So di poter contare su di lui in qualsiasi situazione. Lui e mia madre mi conoscono meglio di chiunque altro e mi hanno sempre aiutato a restare sulla strada giusta". Poi la Mercedes, che lo segue dal 2018 attraverso il programma junior e che oggi rappresenta la sua seconda famiglia. La missione sesta vittoria consecutiva è cominciata.










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