Malgrado i "notevoli progressi
conseguiti, persistono tuttora alcune residue criticità che
potrebbero rallentare il tasso di crescita della capacità
installata" delle energie rinnovabili e, "conseguentemente,
compromettere il pieno raggiungimento degli obiettivi nazionali
ed europei di sviluppo delle fonti rinnovabili al 2030". E'
quanto sottolinea l'Antitrust nelle sue proposte di riforma in
vista della legge per la concorrenza 2026. Per l'autorità
continuano a "emergere problematicità riconducibili al sistema
di governance multilivello, alla persistente complessità dei
procedimenti autorizzativi, ai ritardi nell'adeguamento delle
infrastrutture di rete, nonché nelle procedure di allacciamento
e nell'accesso alla capacità di connessione disponibile".
Da qui l'autorità dettaglia una serie di proposte superrare
la "sovrapposizione di competenze e di livelli decisionali tra
amministrazioni statali, regionali e locali" attraverso una
sertie di interventi volti a rafforzare in via normativa il
coordinamento tra i diversi livelli di governo, "anche mediante
l'istituzione di meccanismi permanenti di cooperazione
interistituzionale". Fra le misure anche "ulteriori meccanismi
di premialità per le Regioni più virtuose, ovvero benefici
economici o altri tipi di incentivi per le comunità locali (es.
priorità nell'assegnazione di fondi, risorse per compensazioni
ambientali nelle zone interessate dalle installazioni o altri
benefici che valgano a evitare un contrasto ai progetti di tipo
"NIMBY".
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