(di Paolo Verdura)
Con aprile inizia la stagione degli
stoccaggi del gas per raggiungere un indice di riempimento di
almeno il 90% a fine ottobre in vista dell'inverno. L'obiettivo
è indicato nella delibera 112/2026 dell'Arera. Per far fronte
all'attuale situazione di mercato l'autorità per l'Energia ha
introdotto per quest'anno il 'premio di giacenza'. Un meccanismo
ideato per incentivare le iniezioni di gas anche in una fase di
prezzi fuori controllo come quella attuale.
Dopo aver toccato lo scorso 9 marzo quota 64 euro al MWh,
portandosi sui massimi dal 2022, il gas viaggia oggi sotto i 50
euro sulla piazza Ttf di Amsterdam e ha chiuso in calo del 6,4%
a 47,5 euro al MWh. Secondo l'agenzia Moody's però, potrebbe
arrivare potenzialmente sopra ai 100 euro in caso di
"interruzione prolungata nello Stretto di Hormuz". Tutto
dipenderà dagli sviluppi del conflitto di Usa e Israele con
l'Iran, che ha azzerato le forniture di gas naturale liquefatto
(Gnl) dal Qatar.
Da qui l'istituzione di un beneficio determinato, spiega
l'Arera, "sulla base della differenza tra una stima degli oneri
finanziari connessi all'immobilizzazione di gas e il
differenziale tra la quotazione del prodotto con consegna nel
periodo invernale e quella del prodotto con consegna nel periodo
di iniezione, calcolato al momento della procedura di
conferimento".
L'Arera fissa poi un "valore massimo del premio giacenza" per
contenere i costi in capo al sistema e chiarisce che con un
successivo provvedimento potrà essere "rimossa o rimodulata"
l'applicazione del premio alle capacità che "non siano state
ancora conferite nell'anno termico 2026/2027, tenendo conto
dell'evoluzione dello scenario di mercato e della normativa
europea di riferimento". Ma lo scopo non è solo di incentivare
gli operatori a iniettare gas. Attraverso una modulazione
mensile, il premio di giacenza incentiva anche a mantenere gli
stoccaggi intatti fino a fine ottobre, ossia per tutta la durata
della stagione degli stoccaggi, evitando quindi i prelievi fuori
stagione per trarre profitto dagli improvvisi scostamenti di
prezzo.
Nel primo giorno della campagna di stoccaggio del 2026
l'Italia appare avvantaggiata rispetto al resto d'Europa. Le
scorte nazionali di fine stagione invernale sono infatti pari al
43,74% a 88,93 TWh. Un importo pari a quasi il 28% dei 320,49
TWh di riserve dell'Ue dell'intera, ferma poco sopra al 28%. La
Germania, che ha ceduto da mesi lo scettro di regina delle
scorte all'Italia, parte con i depositi pieni al 22,18% a 55,68
TWh. Terza è la Francia, con scorte al 21,88% a 25,51 TWh. In
Europa a fine stagione invernale hanno prevalso ancora i
prelievi dagli stoccaggi, a causa anche di condizioni climatiche
sfavorevoli. Mediamente il flusso giornaliero verso gli
stoccaggi dell'Ue è stato negativo per lo 0,05% a fine marzo. Lo
stesso dato registrato anche in Germania. Al contrario in Italia
il flusso giornaliero è stato positivo per lo 0,11%. Lo stesso
vale anche per la Francia (+0,02%), il Belgio (+0,03%), la
Lituania (+0,11%), la Spagna (+0,24%) e il Portogallo (+0,4%).
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