Uno scambio di lettere fra il presidente della Camera Lorenzo Fontana e Giuseppe Conte ha messo un punto fermo in un rimpallo di accuse che andava avanti da tempo. Il nodo erano le diverse interpretazioni di procedure e regolamenti sulla possibilità di ascoltare il presidente M5s durante i lavori della commissione parlamentare che sta appurando se vi siano state irregolarità nella gestione dell'emergenza covid.
L'audizione di Conte ha un certo peso, visto che ai tempi della pandemia era premier. La corrispondenza Fontana-Conte dovrebbe aver fatto superare l'impasse: a questo punto "insisto - ha detto il leader del M5s - perché il presidente" della commissione Covid, Marco Lisei (FdI), "mi convochi quanto prima, senza ulteriori scuse e differimenti. Concordiamo subito una data". Lo scontro è soprattutto con FdI, che accusa Conte di voler evitare il confronto in commissione. "O Conte è complice di fatti gravissimi come le laute parcelle chieste da consulenti che spendevano il suo nome e come i 200 milioni di euro pagati per provvigioni ad amici del Pd su mascherine farlocche pericolose per la salute - ha attaccato Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d'Italia in commissione Covid - oppure è stato un presidente del Consiglio indegno del proprio ruolo perché incapace di verificare ciò che accadeva durante il suo mandato". Per rispondere agli attacchi politici, Conte nei giorni scorsi ha scritto ai presidenti di Camera e Senato, chiedendo di potersi dimettere dal ruolo di componente della commissione covid, in modo da poter essere ascoltato senza impedimenti, ma con la garanzia di essere poi riammesso.
"Le assicuro il mio intendimento di nominarla nuovamente e nel più breve tempo possibile", gli ha garantito Fontana. Con il commissario per l'emergenza "Domenico Arcuri - ha detto Conte - abbiamo lavorato per difendere il Paese. Lui è stato denunciato a destra e a manca, con tutti i proscioglimenti. Piuttosto, se si pongono questi problemi, da Fratelli d'Italia ci dovrebbero spiegare perché portano" l'imprenditore "Bianchi nelle loro feste di partito. Lo stanno spingendo da tutte le parti, e la sua società, secondo un'inchiesta della Repubblica, è risultata finanziatrice anche di Fratelli d'Italia". La risposta di Fontana è arrivata mentre Conte stava partecipando a un convegno sulla legge elettorale insieme alla segretaria del Pd Elly Schlein, ai leader di Avs Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli e al segretario di Più Europa Riccardo Magi. "Stiamo costruendo un progetto per un governo progressista - ha detto Conte - ma il nome dovrebbe essere alleanza per la Costituzione e per la democrazia". Una proposta che richiama quella fatta dall'ex ministro Pd Andrea Orlando all'indomani della vittoria del "no" al referendum sulla giustizia: un'alleanza per la Costituzione che allarghi oltre i partiti il perimetro delle forze per l'alternativa alla destra.
Per Schlein, la legge elettorale può fornire un'occasione: "Questa legge è irricevibile, con le altre opposizioni stiamo facendo muro - ha detto - Dobbiamo far uscire questa battaglia anche fuori" dal Parlamento. Che è anche la filosofia della campagna social lanciata in queste ore dal Pd: una serie di cartoline per parlare dei problemi nei trasporti, nella sanità, nella scuola... seguite dalla postilla "E Meloni pensa solo alla sua legge elettorale".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA

1 ora fa
2








English (US) ·