(di Giorgio Svalduz)
E' una serie A a otto punte, su
livelli differenti, quella che fa il conto alla rovescia per
l'avvio del 21 agosto, tra amichevoli più o meno indicative e
suggestioni e illusioni di un mercato che si trascinerà fino a
settembre. Al vertice superiore c'è l'Inter campione, seguita
come un segugio dal Napoli. Poi un quartetto arrembante formato
da Roma, Como, Milan e Juve, del resto arrivate nel fazzoletto
di quattro punti all'epilogo della stagione scorsa. Lievemente
staccata, ma in recupero, l'Atalanta, col potenziale inserimento
della Fiorentina, se andrà a buon fine la rivoluzione di
Paratici. Sulla carta il mercato ha finora dato solidi argomenti
per esaltare fantasia e speranze dei tifosi, ma qualche punto
oscuro rimane, soprattutto per Juve e Milan
-INTER: è il fascino british della Premier quello che emana
la rosa campione di Chivu. In difesa Stones ha raggiunto il suo
vecchio sodale del City Akanji, sulla fascia Spence (Tottenham)
sostituirà Dumfries, la partenza di Frattesi può favorire
l'arrivo di Jones (Liverpool). Il centrocampo si giova del
ritorno di Stankovic, l'attacco è una garanzia. La nota dolente
può essere la porta: l'uscita di Sommer ha favorito la
promozione di Martinez, con Provedel di rincalzo. Una simile
rosa meritava di più.
- NAPOLI: il super gestore Allegri eredita la ridondante rosa di
Conte, ma anche la propensione agli infortuni. Buongiorno e
Beukema sono out a lungo, è questa la nota dolente, e si
attende Badiashile. In attacco, partito Lukaku, può arrivare
Gabriel Jesus a supportare Hojlund. Sontuoso il centrocampo. Se
sta bene De Bruyne, e si libera dei tanti esuberi, può scalzare
l'Inter.
-ROMA: bypassato con qualche margine di rischio il settlement
agreement senza cessioni, Gasperini ha avuto Castro, Molina e
Koulierakis ma l'esterno d'attacco dopo un anno è una chimera,
con Mora ancora in bilico. Manca anche al meno un altro esterno
basso, ma qualcosa arriverà e la squadra è competitiva, se il
tecnico aggiusterà le lacune difensive emerse nei primo test e
Dybala manterrà la condizione vista finora.
-COMO: tante spese calibrate (ma sono comunque 342 mln in 3
anni) per rinforzare una rosa che si affaccia alla Champions (il
sogno rimane Kean). Riacquistato il totem Nico Paz, confermata
l'ottima fase offensiva, Fabregas ha rifatto la difesa, che pure
era la n.1 in Italia. Il punto interrogativo non è tanto la
compatibilità degli ingressi di Chalobah, Couto e Kaiki quando
la difficoltà di confermarsi a questi livelli.
-JUVENTUS: l'arrivo tanto atteso di Kolo Muani e Albejgovic
esalta il ruolo di Yldiz e Conceicao. Spalletti, che vorrebbe
pure Zirkzee, deve dare equilibrio agli altri reparti. C'è
Lucumi in difesa con Bremen, manca qualità a centrocampo ma
soprattutto un portiere per il futuro. Giubilato Di Gregorio,
evaporato il prestito di Suzuki, bocciato Vicario, alla fine ha
optato per l'ex campione del mondo Dibu Martinez, proveniente
dall'Aston Villa. Ma in ogni caso è una soluzione parziale
(visto che l'argentino ha 34 anni) per la Juve che deve
sforbiciare un organico sovrabbondante.
-MILAN: aria di rivoluzione con l'azzeramento dei quadri e il
proposito di epurare mezza squadra. Dopo tanto stallo c'è
troppa fretta. Ci sono l'arrivo di Amorim e di una punta di peso
come Ramos che farà reparto con Pulisic e forse Leao, visto che
non ci sono offerte adeguate. In difesa garanzia Gila, a
centrocampo si punta sulla qualità di Rabiot e Modric. Ci sono
perplessita' sulla scarsa conoscenza della serie A di Amorim,
anche se il successo sul Man United fa morale.
-ATALANTA: il maestro Sarri può riprendere il lavoro di
Gasperini dopo i flop in panchina di Juric e Palladino. La rosa
è ottima, con l'arrivo di Kristensen in difesa a far coppia
con Scalvini, quello di Gaetano che farà la gavetta con Ederson
e De Roon. L'attacco ha sei elementi di qualità superiore e
Palestra ha finanziato il mercato. Se Sarri ingrana può tornare
ai livelli degli ultimi dieci anni.
-FIORENTINA: rosa rivoluzionata dopo il rischio retrocessione.
Paratici sta dando una fuoriserie a Grosso. Dei vecchi titolari
rimangono De Gea, Fagioli e Kean (se il Como non affonda). Dei
nuovi spiccano Dragusin, Oulai, Joan Mario, Atta, Pellegrino e
soprattutto Mastantuono, stella Real in prestito. Ci vorrà
tempo e pazienza per assemblare tante novità ma può essere la
mina vagante della serie A.
Le migliori delle altre sembrano il Bologna se Tedesco
riuscirà a non far pesare le partenze di Lucumi e Castro, e la
Lazio di Gattuso che, pur alle prese con gravi insidie
ambientali e finanziarie, ha piazzato in saldi il colpo Frattesi
e prova a prendere Pinamonti. Poi c'è il Torino che vuole
sfruttare l'entusiasmo di Abate e la permanenza di Vlasic e
Simeone. A un tranquillo centroclassifica ambiscono naturalmente
l'Udinese di Davis e Zaniolo e il Sassuolo di Berardi e
Laurientè. Tutto il resto è una prevedibile bolgia salvezza da
cui vogliono affrancarsi il Genoa di De Ross, i che ha una rosa
equilibrata a cui prova ad aggiungere Ferguson, e il Venezia
neopromosso, in mano a un gruppo di investitori americani che ha
speso un centinaio di milioni per dare la spinta alla squadra
bene allenata d a Stroppa. Il Parma di Cuesta (ceduti Suzuki e
Pellegrino) continua a innestare giovani, il Lecce di Francesco
deve risolvere la grana Banda, che vuole andarsene. Anche il
Cagliari di Pisacane ha un ribelle, Sebastiano Esposito.
Ambizioni salvezza per le altre due neopromosse: il Frosinone di
Alviti che la famiglia Stirpe sta vendendo a una piattaforma Usa
e il Monza, acquistato da un altro fondo americano che ha
rilevato le quote della Fininvest, che concede l'ultima spiaggia
a Juric dopo i flop a ripetizione con Roma, Southampton e
Atalanta.
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