>ANSA-BOX/ Si apre la partita delle nomine, faro su Leonardo

1 ora fa 1

di Paolo Cappelleri Nel frangente più complicato per il governo, Giorgia Meloni deve gestire anche la partita dei rinnovi dei vertici delle partecipate. È un dossier su cui gli alleati si confrontano da settimane, l'ultimo incontro, la scorsa settimana, è stato interlocutorio e un altro potrebbe essere programmato a breve. La tornata, da chiudere complessivamente tra aprile e giugno, riguarda 112 posti da consigliere, distribuiti in 79 società, secondo il calcolo del report del Centro studi Nomos. Le prime decisioni sono attese già nel giro di qualche giorno, e gli occhi sono puntati soprattutto su Leonardo.
    Il colosso italiano del settore della difesa è oggi guidato da Roberto Cingolani, la cui posizione di amministratore delegato ora è meno salda rispetto a qualche tempo fa. Tra i possibili sostituti, secondo le voci che rimbalzano in ambienti politici e industriali, quello con più chance è considerato Pierroberto Folgiero, ad e dg di Fincantieri che ha appena chiuso il 2025 con un bilancio da "record" e l'utile netto "più alto di sempre". Ma si parla anche di Alessandro Ercolani, amministratore delegato di Rheinmetall Italia. Per la presidenza, ora affidata a Stefano Pontecorvo, circolano i nomi di Elisabetta Belloni, che fino a un anno fa guidava il Dis, e Stefano Cuzzilla, ora al vertice di Trenitalia.
    Come nelle precedenti tornate, si annuncia un complicato sudoku in cui bisogna tenere conto di competenza, equilibrio di genere e bilanciamenti politici tra gli alleati di governo, FdI, Lega, FI e Nm. E la partita si intreccia con quella della nomina del presidente della Consob, un braccio di ferro nella maggioranza che due mesi fa ha portato a stoppare la nomina del leghista Federico Freni, con Forza Italia che insiste per un tecnico. Tra le partecipate di primo livello c'è anche Terna, dove tutto fa pensare a una conferma come amministratore delegato di Giuseppina Di Foggia, che Meloni in questi anni ha rivendicato di aver messo come "prima donna a capo di una partecipata statale", con "ottimi risultati".
    In Eni non dovrebbe cambiare l'ad Claudio Descalzi, mentre alla presidenza potrebbe essere scelto il comandante generale della Guardia di finanza Andrea De Gennaro al posto di Giuseppe Zafarana, suo predecessore alla guida delle Fiamme gialle. Anche per l'altra multinazionale italiana dell'energia, Enel, l'ad (Flavio Cattaneo) dovrebbe essere confermato mentre è meno stabile la posizione del presidente Paolo Scaroni. Il 2 aprile deve essere presentata la lista per il board di Poste Italiane: circola l'ipotesi di confermare l'ad Matteo Del Fante e la presidente Silvia Rovere.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Leggi l’intero articolo