Anno nuovo, punte... spuntate: il Milan è solo l'ottavo attacco della Serie A

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Nelle tredici partite del 2026 i rossoneri hanno messo a segno soltanto 17 gol, contro i 30 dell'Inter e i 28 della Juve. Gli attaccanti ne hanno realizzati 8, meno della metà

Marco Pasotto

Giornalista

20 marzo - 20:34 - MILANO

Avere la miglior difesa d'Italia - anzi, d'Europa - è un'ottima base di partenza, ma non costituisce garanzia assoluta di successo se nella casella dei gol fatti ne ballano 21 al cospetto della prima in classifica. Occorrono sempre una proporzione e un equilibrio nel saldo fatti/subiti. Per dire: la Roma ne ha incassati solo due in più dei rossoneri, ma è sesta. Tra i vari motivi che hanno allontanato il Milan dallo scudetto c'è sicuramente una evidente sterilità offensiva. Ciò che scorreva e fluiva nei primi mesi della stagione, ora scorre e fluisce poco. Il 2026 dal punto di vista realizzativo è piuttosto drammatico per una squadra che lotta per conservare il secondo posto e, perché no, cercare di insidiare l'Inter fin quando sarà possibile. Le punte non segnano, i centrocampisti spremono reti col contagocce e allora il corto muso diventa quasi una conseguenza naturale.

apporto

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I numeri raccontano che nell'anno nuovo - ovvero 13 partite per le otto squadre che a gennaio hanno recuperato la 16esima giornata rinviata per la Supercoppa, 12 partite per tutte le altre - sono soltanto l'ottavo attacco del torneo: 17 gol contro i 30 dell'Inter, i 28 della Juve, i 26 del Como e poi a seguire Napoli (21), Atalanta (20), Genoa e Roma (19). Dato nel dato: delle 17 reti rossonere, solo 8 arrivano dagli attaccanti. Ovvero meno della metà: 4 da Leao, 3 da Nkunku e uno da Füllkrug. In questo elenco, oltre all'apporto molto ridotto delle punte, spiccano parecchio l'assenza di Pulisic e l'unico centro di Füllkrug (in 359 minuti di impiego), mentre il 2026 di Gimenez per adesso è ancora forzatamente immacolato anche nel minutaggio: con il Torino tornerà fra i convocati dopo quattro mesi e mezzo di assenza, Allegri confida nei suoi gol e in quelli dei colleghi di reparto per trascorrere l'ultima parte di campionato senza patemi d'animo.

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