Il prezzo del petrolio potrebbe
arrivare a rompere presto la soglia dei 100 dollari al barile
nella prossima settimana, dagli attuali 90, se perdureranno il
blocco dello stretto di Hormuz e gli attacchi alla produzione e
ai depositi di idrocarburi. Come sottolineano diversi analisti
la guerra attuale è una delle maggiori, se non la più grande,
interruzione alla produzione nella storia recente. Per Ziad
Daoud di Bloomberg Economics "nè l'Iran, nè gli Stati Uniti e
Israele stanno mostrando segnali di distensione" e il "rialzo a
93 dollari non esprime pienamente i rischi in corso" visto che,
ricorda, "circa un quinto delle consegne mondiali di petrolio
passa attraverso Hormuz". Per questo, rileva, il prezzo dovrebbe
salie ad almeno 108 dollari al barile visto che le misure per
limitare i danni, dall'utilizzo del terminal nel Mar Rosso, alle
speranze di un conflitto breve, non sono "convincenti".
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20 ore fa
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