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Ben organizzati ma aiutati oltremodo dal loro campo-trappola, bravi nel loro eccezionale cammino europeo ma protagonisti di una narrazione esagerata, i norvegesi sono stati smascherati all'Alvalade. E per Chivu aumentano i rimpianti
Èstato dipinto come una squadra fortissima e portatrice di un calcio moderno. Nelle settimane scorse, il Bodo sembrava la riedizione norvegese e in miniatura dell’Ajax del calcio totale. Lo Sporting li ha spazzati via dalla Champions con un 5-0 ridondante. A Lisbona, i biancoverdi portoghesi dovevano ribaltare il 3-0 subito all’andata, sul campo-trappola al Circolo polare artico. Un terreno in sintetico di pessima generazione, un panno verde steso su una superficie dura. Il Bodo sa come far valere la tagliola del terreno. Prima della partita contro l’Inter, nell’andata dei playoff, vinta dal Bodo per 3-1, il tappetino era stato bagnato e si era irrigidito ulteriormente, data la temperatura intorno ai meno dieci gradi. All’Alvalade si è giocato sull’erba naturale.











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