Scatta l'allarme visti per i
Mondiali di calcio 2026 negli Stati Uniti. Il Partito
democratico europeo ha scritto alla Commissione Ue, ai governi,
a Fifa e Uefa e alle autorità statunitensi per chiedere regole
chiare e garanzie vere su permessi, controlli e diritti di
tifosi, atleti e delegazioni europee diretti oltreoceano.
Nella lettera - firmata dal segretario generale Sandro Gozi e
da eurodeputati e dirigenti del partito - si elencano le
criticità legate a ingressi negati, visti bloccati e controlli
sempre più invasivi da parte di Washington, inclusi screening
sui social media e sistemi automatizzati che espongono tifosi e
delegati "a rischi di arbitrarietà incompatibili con uno Stato
di diritto". Il Pde chiede dunque una task force consolare
europea nelle città che ospitano le partite, monitoraggio in
tempo reale su respingimenti e incidenti, linee guida sui
diritti dei cittadini in caso di fermo o respingimento. E
ancora: paletti su diritti umani e non discriminazione nei
protocolli Fifa-Uefa con gli Usa e un numero di emergenza
multilingue attivo 24 ore su 24 per tifosi e delegazioni.
"Un evento globale come i Mondiali deve unire attraverso lo
sport, non esporre milioni di persone all'arbitrarietà - afferma
Gozi -. Oggi esistono precedenti concreti che sollevano dubbi
sulla prevedibilità delle procedure di ingresso e sulla tutela
dei diritti fondamentali. Per questo chiediamo garanzie chiare,
pubbliche e verificabili". Il Pde invita inoltre Washington a
"formalizzare impegni scritti su procedure di ingresso
prevedibili, non discriminatorie e non arbitrarie, escludendo
l'uso di strumenti automatizzati o sistemi di profiling privi di
trasparenza e possibilità di ricorso". In caso contrario, è il
monito, federazioni e istituzioni Uefa dovrebbero valutare anche
l'ipotesi di non partecipare al torneo.
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