Algoritmi e neuroscienza, dal mercato allo scouting: "Così i dati anticipano le tendenze del gioco"

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Analisi delle performance, profili cognitivi degli atleti per stimarne l'impiego ideale, database di aggiornamento globale di giocatori: l'ex giocatore Nicholas Crow e la nuova vita nel mondo dell'intelligence data

Matteo Briolini

15 maggio - 23:31 - MILANO

Importante in tutto il mondo dello sport professionistico riveste un’importanza particolare, nel basket la centralità dell'analisi dei dati è ancora più accentuata per le caratteristiche del gioco. I numeri però non dicono tutto e vanno saputi contestualizzare. La tecnologia offre la possibilità di automatizzarli e renderli molto più fruibili. Nicholas Crow, ex giocatore che ha vestito le maglie di Pesaro, Brescia, Forlì, Rimini e Scafati tra le altre, ha fondato nel 2019 TeamKeys, una piattaforma di intelligence data, nata con l’intento di digitalizzare la comunicazione all’interno del gruppo squadra e mettere a disposizione di allenatori, general manager e direttori sportivi una piattaforma per lo scouting e l’analisi delle performance degli atleti che, a oggi, ha tra i suoi clienti squadre di Eurolega come Maccabi e Hapoel Tel Aviv. 

Crow, c’è stato un momento della sua carriera in cui ha avvertito l’esigenza di una piattaforma come questa? 

“Quando giocavo mi sono reso conto, nel corso degli anni, di quanto i dati fossero “bugiardi” e non restituissero sempre un’immagine veritiera di un giocatore. Questo perché il tabellino, che è una statistica che negli ultimi 20 anni ha inciso fortemente sulle dinamiche di mercato in Europa, restituisce un’immagine della prestazione di un atleta che non è del tutto corretta. Basti pensare che il primo canestro di una gara e quello decisivo hanno lo stesso valore nel boxscore, ma nella realtà dei fatti non è così. Io volevo rendere tutto più veritiero”. 

Cosa differenzia questa tecnologia da quello che c’era già sul mercato? 

“Gli algoritmi che stanno alla base di questo prodotto offrono una maggior comprensione del dato, grazie a una visualizzazione intuitiva e si basano su un database che racchiude gli ultimi 30 anni di pallacanestro internazionale. Ci sono tre tool a renderla unica nel suo genere. Il primo predice l’impatto di un giocatore che passa da una lega all’altra, analizzando la rete di trasferimenti degli ultimi tre decenni e per questo permette di fare una stima veritiera. Il secondo è un algoritmo di similarità che mostra una lista di atleti simili a quello a cui si è interessati e può essere molto utile anche per contenere i costi senza rinunciare a certe caratteristiche. Infine, grazie a un’ulteriore metrica presente, ovvero l’affinità, si può vedere, basandosi sulle statistiche, quanto un giocatore possa completarsi al meglio con quelli già presenti nel roster. E’ un modo di fare scouting e analisi delle performance che evolve i vecchi metodi di lavoro, pieni di tabelle e dati comprensibili solo agli analisti. Lo scopo è creare uno strumento dinamico, che sia facilmente fruibile da chiunque”. 

Ci sono strumenti nuovi che verranno integrati in questo software? 

“Recentemente è stato quasi del tutto integrato sulla piattaforma un modello di neuroscienza, basato sui dati statistici. Ad oggi siamo in grado di creare un profilo cognitivo di ogni atleta all’interno del database, che per la stagione corrente conta oltre 25 mila giocatori. E’ possibile analizzare il comportamento di ogni atleta in campo, basandosi su quattro diversi aspetti: controllo, resilienza, attenzione e predizione. Inoltre è possibile stimare quali possono essere utilizzi e scenari ideali per ogni giocatore, sulla base delle caratteristiche cognitive e comportamentali. In questo modo si è in grado di capire come far rendere al meglio un atleta e come creare attorno a lui il contesto giusto”. 

Che impatto può avere questa tecnologia sul mercato dei giocatori? 

“A oggi il mercato, soprattutto quello europeo, si fa ancora alla vecchia maniera. Si procede per conoscenze, basandosi sull’impressione che un atleta lascia a primo impatto, o tramite le proposte degli agenti. Rispetto alla mole di giocatori presenti nel panorama internazionale è un modo di agire limitante. Questo software è in grado di integrare le necessità di ogni singolo utente, essendo totalmente personalizzabile. Ogni dirigente può impostarlo per far in modo di avere a portata di mano tutti i profili che più gli interessano e al contempo riuscire ad avere accesso a un database per rimanere aggiornato. Senza dimenticare i tre algoritmi citati, che se sfruttati per il mercato, ampliano nettamente le possibilità di scelta”.

Attraverso i dati offerti dal software è possibile comprendere quali saranno gli sviluppi tattici della pallacanestro? 

“Questa tecnologia, oltre agli algoritmi utilizzati per lo scouting, consente di analizzare approfonditamente le performance dei giocatori, facilitando il lavoro degli staff tecnici automatizzando l’analisi dei quintetti e i vari trend di tutti i giocatori all’interno delle partite. Oggi si sta addestrando il software per rendere possibile una risposta a questa domanda”.

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