"Alex ha il paradiso dentro": come si è rialzato Zanardi tutte le volte che è caduto

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Italy's Alessandro Zanardi holds his bike aloft as he celebrates after winning the gold medal in the men's individual H4 time trial cycling final during the London 2012 Paralympic Games at Brands Hatch circuit, in Kent, southern England on September 5, 2012.  AFP PHOTO / LEON NEAL (Photo by LEON NEAL / AFP)

racconto

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Un uomo speciale, che non ha mai rinunciato a coltivare il seme dell'esistenza contro un destino bastardo e contrario. E non solo: ha convinto anche tanti altri che vale la pena avere sogni, per poterli coltivare

Furio Zara

Collaboratore

2 maggio - 12:37 - MILANO

L'inno, non la rinuncia. Alex Zanardi non ha mai rinunciato alla vita. L'ha celebrata in tutte le sue forme, sfidando il destino bastardo e contrario, i suoi graffi e le sue unghiate a tradimento, offrendo l'invincibile profilo dei sognatori al dolore che trasfigura, interrompe il canto dei muscoli e inquina la fiducia che un domani si possa sorridere di noi e di come rotola il mondo. Questo bisogna dire oggi - proprio oggi, nel giorno dell'addio - di questo uomo speciale che abbiamo avuto in dono. L'ha avuta, la vita, e gli è stata tolta, l'ha persa una, due e più volte, l'ha curata, soprattutto, con l'amore e la pazienza dei forti. 

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