Il centrocampista verrà contro-riscattato dal Bruges, l'attuale portiere del Venezia potrebbe tornare come vice
Questione di famiglia, di sangue, di amore per l'Inter. Nell'aria tra Appiano Gentile e San Siro dev'esserci davvero qualcosa che ti entra dentro e non esce più, e come testimonial per questa sorta di spot nerazzurro che potrebbe tranquillamente trasformarsi in slogan per un'ipotetica campagna abbonamenti l'attore principale diventa... la famiglia Stankovic. Prima i trionfi di papà Dejan, poi qualche convocazione in prima squadra per Filip, poi altre anche per Aleksandar senza mai esordire tra i grandi. E alla fine ancora Filip e Aleksandar, ma questa volta insieme, in prima squadra, seguendo precisamente il destino tracciato da Stankovic senior. "Di padre in figlio" è uno dei tanti slogan che spesso si leggono quando si cerca di esprimere la passione per la propria squadra del cuore e come viene tramandata, e forse nessuno la incarna meglio della famiglia Stankovic. Perché tra qualche mese, in prima squadra, potrebbe davvero rivedersi la coppia di figli d'arte. Quindi non solo il più piccolo dei due - Aleks -, che dopo un paio di stagioni in giro per l'Europa tra Svizzera e Belgio si è conquistato lo status di protagonista ed un ritorno in nerazzurro ormai scontato, ma anche il numero uno ceduto l'estate scorsa al Venezia.
torna anche filip?
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Il piano della dirigenza interista per la porta del futuro appare chiaro: Vicario titolare, Filip Stankovic vice, Di Gennaro terzo. Con la variabile Sommer che potrebbe cambiare almeno qualche carta in tavola, perché non è escluso che allo svizzero venga proposto un rinnovo di contratto a cifre decisamente inferiori rispetto a quelle attuali per fare il "non-titolare". Ma per quanto riguarda il profilo di 12° stuzzica non poco l'idea di riportare Stankovic a Milano, che in nerazzurro ha fatto tutta la trafila e oggi sta vivendo una stagione da protagonista con il Venezia lanciato verso la promozione in Serie A. La formula attraverso cui l'Inter ha scelto di cederlo l'estate scorsa è diversa rispetto a quella del fratello Aleksandar - al Bruges con la possibilità di controriscattarlo -, ma ugualmente conveniente. Perché la dirigenza nerazzurra ha spedito Filip a Venezia a titolo definitivo, mantenendo però il 50% sulla futura rivendita. Una sorta di vecchia comproprietà mascherata, che permette all'Inter di pagare il suo cartellino la metà rispetto ad eventuali contendenti. Tradotto in cifre: se il Venezia dovesse chiedere come sembra tra gli 8 e i 10 milioni di euro, l'Inter lo pagherebbe 4-5 dopo averne incassati circa 2 un anno fa. Un'operazione che ha permesso al Venezia di avere un portiere sicuro, all'Inter di poterlo riacquistare a cifre decisamente contenute e soprattutto a Filip di raggiungere la definitiva maturazione. Tanto da riguadagnarsi l'Inter, esattamente come il fratello Aleksandar.
aleks c'è
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La certezza, invece, porta al nome di Aleksandar. Nel suo caso l'operazione-valorizzazione è riuscita alla grande: prima un anno di prestito lontano dai riflettori a Lucerna ma in un campionato comunque allenante, poi il salto in una big del Belgio. A Bruges. Dove Aleks si è imposto rapidamente, tanto da attirare l'attenzione di svariati grandi club europei - Atletico Madrid, Borussia Dortmund, Newcastle, Manchester United - e confermare come la scelta di venderlo (per poi eventualmente riprenderlo) fosse perfetta. Win-win: se parte e fa flop incassi 10 milioni; se parte, fa bene e moltiplica il proprio valore, ne "perdi" 13 ma te lo riprendi. Ed esattamente così andrà l'estate prossima, quando la dirigenza nerazzurra verserà al Bruges i 23 milioni pattuiti (dopo averne incassati appunto una decina) per il controriscatto. E così prende corpo l'idea di un'Inter costruita attorno ai fratelli Stankovic.








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