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Alcaraz-Zverev, che sfida
Alexander Zverev ha iniziato a considerare la felicità come qualcosa di più di un’opzione: “Negli ultimi dieci giorni mi sono sentito bene, senza dolori. Era da tempo che non mi sentivo così. E poi vincere ti rende automaticamente più contento come atleta”. Carlos Alcaraz invece ha già impugnato la sciabola: “Il livello di Zverev finora è stato impressionante. Ma io sono pronto. E se vorrà battermi, dovrà sudare parecchio”. Lo chiamano Happy Slam, quello di Melbourne, ma la verità è che dietro i sorrisi si celano corse arcinote: quella del tedesco verso il primo Major della carriera, accarezzato e più volte smarrito anche a causa di Carlitos. E la maratona dello spagnolo verso il Career Grand Slam: alla ricca collezione di tatuaggi che il suo corpo ospita, dopotutto, manca solo un canguro.
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