(AGGIORNA E SOSTITUISCE SERVIZIO DELLE 21.09)
Stati Uniti-Belgio, ottavi dei
Mondiali, diventa un caso ancor prima di essere giocata. La Fifa
- con una decisione assolutamente inedita - ha infatti sospeso
la squalifica di Folarin Balogun. "E' stata fatta la cosa
giusta", l'immediato plauso di Trump alla Fifa, ad alimentare il
sospetto che sulla decisione pesino i rapporti tra il presidente
Usa e quello Fifa, Infantino, oltre al fatto che la squadra di
Pochettino é la nazionale di casa. In serata il New York Times
sostiene che la richiesta di revocare il rosso sarebbe stata
avanzata direttamente dal presidente Trump a Infantino, nei
giorni scorsi. Da parte sua, la federazione belga minaccia
ricorsi, in punta di diritto, per "garantire l'equita' del
torneo".
L'attaccante Usa era stato espulso con un rosso diretto
durante la partita contro la Bosnia Erzegovina. Saltando, era
ricaduto su una caviglia di Muharemovic, commettendo un fallo
ritenuto comunque pericoloso dall'arbitro. In base al
regolamento la squalifica di un turno sarebbe stata automatica.
Ma la Fifa - applicando l'articolo 27 del Codice di disciplina -
ha sospeso la sanzione, sostituendola con una anno di messa in
prova. Provvedimento che ha suscitato l'approvazione del
presidente Donald Trump: "Grazie alla Fifa per aver posto
rimedio a una grave ingiustizia!", ha scritto sul proprio social
Truth. Nei giorni scorsi era intervenuto il Segretario di Stato
americano Marco Rubio. "Sono stati fregati con quel cartellino
rosso. Dovrebbe esserci un ricorso", aveva detto. Sui social,
molti tifosi americani avevano chiesto la grazia al presidente
Usa, con quello che sembrava un paradosso. Nei giorni scorsi era
emerso che la decisione della Disciplinare Fifa non era
appellabile (gli Usa consideravano ingiusta l'espulsione, per
mancanza di volontarietà), ma secondo fonti della squadra
americana i dirigenti sarebbero intervenuti presso la
Disciplinare perché fosse applicato l'articolo 27.
Per ritrovare un caso analogo - ma diverso nella forma -
bisogna risalire al 1962, quando il brasiliano Garrincha fu
espulso nella semifinale contro il Cile per un fallo di
reazione, ma non scontò la squalifica: in quel caso fu vera e
propria grazia. Durante le qualificazioni dell'edizione attuale
era stato fatto uno 'sconto' a Cristiano Ronaldo, reo di aver
colpito con una gomitata l'irlandese O'Shea. Fallo violento, che
prevede tre giornate, ma al portoghese ne erano state tolte due
proprio per consentirgli di non saltare nemmeno una gara del
torneo.
Il ct Mauricio Pocettino potrà quindi schierare Balogun,
martedì a Seattle, nella partita che rappresenta il primo, vero,
test per la formazione padrona di casa. Il passaggio ai quarti
eguaglierebbe il miglior risultato nell'era moderna, risalente
al 2002.
Prima però bisogna superare l'ostacolo Belgio. E anche se non
appare più quello della generazione dei fenomeni, resta pur
sempre una delle migliori selezioni europee, che forse non ha
ancora mostrato il meglio di sé. Il Senegal ne è la prova, con
l'eliminazione nel turno precedente (3-2 ai supplementari), dopo
essere stato in vantaggio per 2-0 fino all'85'. In difficoltà
nel superare il girone G (due pareggi, una vittoria) e sull'orlo
dell'eliminazione, i Diavoli Rossi hanno mostrato segni di
fragilità collettiva, ma possono ancora vantare un grande
portiere in Thibaut Courtois, centrocampisti esperti, da Kevin
De Bruyne a Youri Tielemans, e attaccanti pericolosi come Jérémy
Doku e Romelu Lukaku,
"È una sfida enorme - ha riconosciuto Tyler Adams,
centrocampista Usa, in conferenza stampa -Hanno molta qualità in
campo, ma pensiamo di averne anche noi; ci aspettiamo un grande
duello". Il giocatore del Bournemouth è cauto riguardo ai
contropiedi belgi, "con quel talento superiore che hanno
nell'ultimo terzo di campo".
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