Akliouche-Juve, l'assist di Thuram: "Mi ha chiesto di raggiungerlo a Torino. E Pogba..."

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La stellina della Francia ha parlato prima del Mondiale: "Deschamps mi chiede di essere me stesso, mi ispiro a Zidane e Ozil"

Alessandro Grandesso

11 giugno 2026 (modifica alle 08:46) - MILANO

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Tra gli attaccanti della Francia stellare, c’è anche lui. Ed è pure l’unico giocatore di Ligue 1 convocato da Deschamps, al di fuori dei cinque parigini e di due dei tre portieri. Ma Maghnes Akliouche non è certo da meno e infatti negli ultimi due anni è esploso nel Monaco come uno dei talenti più puri del campionato francese. E facendosi così spazio tra i Bleus dove è approdato per la prima volta lo scorso settembre, per il debutto nel 2-0 all’Ucraina, andando poi in gol a novembre, nel 3-1 in Azerbaigian, e tornando titolare a marzo nella gara di preparazione vinta con la Colombia, in Maryland (3-1). Anche così, l’esterno offensivo ha confermato l’interesse estivo dei campioni d’Europa del Psg, dopo essere stato nel mirino pure di Inter e Juventus dell’amico Kephren Thuram. Nel frattempo, il 24enne si gode la chiamata per il Mondiale, dopo aver sfiorato l’oro olimpico nel 2024, sfumato solo in finale contro la Spagna: "È stato un orgoglio partecipare ai Giochi in casa, e una bella avventura con Thierry Henry come ct, ma il Mondiale è qualcosa di magico, per me e la mia famiglia. L’obiettivo è di andare il più lontano possibile. Sappiamo che i francesi sognano la terza stella come noi. Vogliamo riportare la coppa in Francia". 

Francia favorita: troppa pressione? 

"C’è sempre molta aspettativa sulla Francia, perché abbiamo molta qualità, grandi giocatori, un potenziale enorme. Ma penso sia un bene. Questa pressione ci piace e ci motiva perché ci spinge a tenere alto il livello per rispondere in campo con vittorie, bel gioco e andare il più lontano possibile". 

Non è facile farsi spazio in un attacco come quello francese. 

"Al contrario, penso sia molto semplice perché con giocatori forti in campo c’è subito intesa e l’alchimia si crea facilmente. Ed è importante avere questa connessione in attacco. Deschamps mi chiede semplicemente di essere me stesso, di far parlare il mio gioco, di dare il mio contributo quando ne ho la possibilità". 

Chi sono i giocatori che l’hanno ispirata? 

"Zidane, Ozil per la qualità di passaggio, Iniesta per la visione, era pazzesco. Tutti vedevano prima le cose, e senza essere i più fisici o atletici anticipavano mentalmente il gioco, creandolo. Per questo erano affascinanti".  

Lei come si descrive? 

"Come un giocatore abile tecnicamente che crea occasioni con un dribbling, il passaggio, il tiro. Tra i miei gesti tecnici preferiti metto la veronica, il doppio passo, il passaggio no-look. Ma ormai ho aggiunto anche recupero alto e copertura, primordiali in fase di non possesso nel calcio di oggi". 

I miei miti? Zidane, Ozil per la qualità di passaggio, Iniesta per la visione, era pazzesco. Tra i miei gesti tecnici preferiti metto la veronica e il doppio passo"

Akliouche sui suoi idoli

Portieri a parte, lei è l’unico di Ligue 1 che non gioca nel Psg, ma viene dalla regione parigina. 

"Da noi c’è un vivaio importante che permette di sviluppare tecnica e soprattutto forza mentale, per essere determinanti, non mollare mai, cercare sempre il risultato". 

Nel frattempo, il Psg la corteggia: giocare la Champions sarà determinante nelle sue scelte future? 

"Sì, penso che mettersi alla prova in Champions League sia fondamentale per un giocatore. Purtroppo con il Monaco siamo arrivati solo in Conference. Ma deciderò il mio futuro dopo la coppa del Mondo". 

Un tempo la cercò pure la Juventus del suo amico Thuram. 

"Khephren è un grande amico che mi ha aiutato molto nei momenti più difficili al Monaco. È vero, a volte, un po’ scherzando, mi ha chiesto di raggiungerlo alla Juve. Sono felice per quello che fa a Torino". 

Anche il suo collega Pogba ha giocato a Torino e vinto un Mondiale. Le ha dato consigli? 

"Mi ha consigliato di essere me stesso, di esprimermi senza stress. Era felice che andassi al Mondiale. Spero torni presto ai suoi livelli di sempre". 

La Serie A è ancora interessante per la sua generazione?

"Tutti i campionati sono difficili. E pure in Serie A non è facile vincere. Considero che tutti i campionati siano belli e interessanti, anche da giocare". 

Se la ricorda l’Italia al Mondiale? 

"Beh, ricordo la finale del 2006. Non piansi perché ero piccolo, ma poi ho rivisto le immagini. L’Italia è una grande nazione del calcio. Speriamo si qualifichi per il prossimo Mondiale, ma la prossima finale contro di voi la vinciamo noi". 

Al Mondiale ci sono 99 giocatori nati Francia, ma molti hanno scelto altre nazionali. Lei, di origine algerina, invece no. 

"È una scelta personale e un po’ di cuore. L’importante è non avere rimpianti ed essere liberi di scegliere. Ho fatto le giovanili con la Francia come Bouaddi del Lilla che però ha scelto il Marocco, ed è bello lo stesso. Mi è piaciuto molto pure che Guela Doué, il fratello di Doué, prima dell’amichevole contro di noi abbia cantato anche l’inno della Francia dove è nato e cresciuto e vive, anche se gioca con la Costa d’Avorio. È un bel messaggio per tutti". 

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