Achille Lauro: "Vorrei lavorare nella moda, per la famiglia c'è tempo e intanto aiuto gli altri"

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Il cantautore si confessa: "Sono uno che ha fatto tantissimi errori nella vita e sono stato molto fortunato"

Achille Lauro - (Ipa) Achille Lauro - (Ipa)

21 marzo 2026 | 09.14

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Il successo, la musica, la famiglia, le origini, la vita privata e i progetti futuri. Achille Lauro si racconta i suoi 35 anni e quelli che verranno. "Sono molto ambizioso. Vorrei essere la cosa più grande mai successa", dice ridendo, e rivela: "Mi piacerebbe lavorare nella moda, creare un mondo estetico. Con Alessandro Michele, un grande amico, abbiamo fatto quel famoso Sanremo. Io vengo dalla strada, che è dove la moda nasce. Ci sto lavorando. Qualcosa ho già disegnato ma uscirò quando sarà il momento. Quando avrò in mano qualcosa di forte. Le cose accadono quando devono", dice l'artista in un'intervista a 'U' in edicola il 26 marzo, anticipata da Repubblica.

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"È molto importante non disperdere l'origine, ricordare chi siamo. Conservare il fuoco. Avere chiara la meta. Il successo non è solo talento: è insistenza, ostinazione e metodo. È lavoro, ossessione", prosegue. E alla domanda se non teme mai di perdere la rotta, Lauro risponde deciso: "No, lavoro solo su quello che amo. La mia rotta è la musica e la musica non mi lascia, perché scrivere è fotografare il momento e ogni momento è nuovo. Io sono dieci persone diverse nello stesso giorno, resto a parlare con tutte. E poi: ho la mania del controllo. Deve essere sempre tutto fatto bene. È un lavoro che non lascia tempo".

Nemmeno alla vita privata? Amore, figli? "Certo che per l'amore c'è sempre posto, ma cosa diversa è creare una famiglia. Vivere insieme non deve diventare sedersi a tavola e non dirsi niente, trattarsi di merda, urlare, mentire, tradire, piangere di nascosto. Per decidere di costruire qualcosa di duraturo devi essere disposto a farlo, altrimenti non accogli. Sono cresciuto con l'idea di proteggere mia madre, ho sempre cercato di farlo. Essere genitori è molto difficile, una grandissima responsabilità. C'è tempo. Per i legami e per figli c'è tempo. Devo prima mettere a posto me stesso. E poi io ho già una famiglia bellissima, piena di bambini". E spiega: "Mamma ha cinque sorelle, ho moltissimi cugini. E nipoti, fra cui il figlio di mio fratello. Quando ci riuniamo siamo veramente tanti. Mi piace organizzare momenti dove possiamo stare insieme. Una casa per tutti".

E sul mondo di oggi, quello in guerra che ci circonda e sulle generazioni che crescono piene di paura, incertezza, ansia, il cantautore romano commenta: "Anche la mia generazione è stata così, anche io. Persi nei telefoni. Anche io ho lavorato per me, per la mia felicità. Per arrivare dove volevo. Però poi quel che è seminato torna. Non è vero che non possiamo fare niente per gli altri. Forse non per tutti, ma certamente per qualcuno. Me lo ha insegnato l'esempio di mia madre. Sono anni che lavoro alla fondazione, tra i progetti c'è una casa di sostegno a Zagarolo per ragazzi fragili, che escono dal carcere, dalle droghe. Mi sembra la cosa più bella. Di recente una delle ragazze che abbiamo aiutato è stata in vacanza con noi, siamo famiglia. Mi sembra di poter dare qualcosa indietro. Sono uno che ha fatto tanti errori nella vita, tantissimi, e sono stato molto fortunato".

Infine sul suo ruolo di giudice nei talent dice: "Penso sempre a me da ragazzo. Penso che ti schianti dove ti vuoi schiantare, nessuno te lo può impedire, ma è meglio che ti schianti con la tua scelta e non con la mia. Io cerco di pormi così: come qualcuno che ha già fatto quell'esperienza. Ho preso cento porte in faccia e so che diventi quello che sei soprattutto grazie ai no. Al successo non basta il talento, serve l'ostinazione. La tua migliore canzone è sempre la prossima".

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