Il Consiglio Ue ha adottato la sua
posizione sul regolamento che ripristina le norme transitorie
per consentire ai fornitori di servizi online di continuare a
individuare, segnalare e rimuovere volontariamente il materiale
relativo agli abusi sessuali sui minori, colmando il vuoto
normativo apertosi dopo la scadenza della precedente disciplina
il 3 aprile scorso.
L'iniziativa arriva a poche settimane dall'appello della
presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, che nel suo
intervento al Consiglio europeo del 18 giugno aveva invitato gli
Stati membri a sbloccare il dossier. Un richiamo che giunge
tuttavia dopo che lo stesso Parlamento europeo aveva contribuito
allo stallo del negoziato chiedendo modifiche più incisive al
testo, con l'obiettivo di ampliare gli obblighi per le
piattaforme nella lotta agli abusi sessuali sui minori online.
La misura approvata oggi dal Consiglio introduce una deroga
temporanea alle norme sulla protezione dei dati nelle
comunicazioni elettroniche, consentendo alle piattaforme di
riprendere le attività volontarie di rilevazione del materiale
di abuso sessuale sui minori, di segnalarlo alle autorità di
polizia e di rimuoverlo. Secondo il Consiglio, queste attività
sono fondamentali per identificare le vittime, sostenere le
indagini e perseguire i responsabili, oltre a limitare la
diffusione dei contenuti illeciti.
Il regolamento, che il Consiglio chiede entri in vigore il
prima possibile, resterà applicabile fino al 3 aprile 2028 e
fungerà da soluzione temporanea in attesa dell'adozione del
quadro normativo permanente, il cosiddetto 'chat control',
ancora oggetto di trattative tra Consiglio e Parlamento europeo.
La posizione sarà ora trasmessa all'Eurocamera per la seconda
lettura.
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