"Ho pronta da mesi la bozza" per la
riforma della legge Melandri, e "c'è anche una parte che
riguarda le infrastrutture perché il calcio senza
tifosi è niente. Discutiamo, ci diamo un tempo e troviamo un
baricentro". Lo ha detto Andrea Abodi, ministro
per lo sport e i giovani, nell'audizione alla settima
Commissionedel Senato, sulle prospettive di riforma del calcio
italiano. "La Melandri può essere uno strumento, ho immaginato
che renda il prodotto calcio più facilmente gestibile dal punto
di vista commerciale, ma non basta - ha aggiunto Abodi - Una
redistribuzione delle quote è opportuna facendo rientrare anche
il calcio femminile, che può avere l'1% e non deve fare un passo
indietro. Utilizziamo le leve dei diritti-doveri e, invece di
ricevere dal mondo del calcio la lista dei problemi da
risolvere, chiediamo loro un'assunzione di responsabilità".
Tornando sull'ipotesi del commissariamento della Figc, alla
domanda se possa essere uno strumento per ammodernare il
sistema, Abodi ha risposto: "Sì, ma creare un precedente
su un ente che risponde al Coni è un errore. Resto dell'idea - è
la convinzione espressa dal ministro - che ho fortissime riserve
su un meccanismo legislativo che consenta il commissariamento
delle federazioni. Lo vorrei ma vorrei che si determinasse
dentro il sistema; è difficile che succeda, e non voglio
aspettare che ci siano quei fattori critici che incidono sui tre
elementi che consentono il commissariamento come da statuto,
ossia dissesto finanziario, crisi dei campionati o inosservanza
delle norme statutarie". In sostanza, "non vorrei forzare la
mano, perché ho la responsabilità di consegnare a chi
viene dopo di me una situazione non equivocabile. Non ho dubbi
sulla nostra correttezza, ma non ho la certezza di chi viene
dopo di noi. Non consegno uno strumento delicato senza avere la
certezza del suo utilizzo", la conclusione.
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2 ore fa
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