La Biblioteca Tiraboschi presenta una selezione di immagini nate dalla collaborazione tra i capitoli Wikimedia italiano e ucraino, un percorso espositivo che testimonia la resilienza di un patrimonio ferito dal conflitto
18 marzo 2026 | 16.59
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Dal 19 al 28 marzo, la Biblioteca Civica Antonio Tiraboschi di Bergamo ospita una mostra fotografica che ripercorre l'identità e le ferite dell'Ucraina attraverso lo sguardo della cultura libera. L'iniziativa nasce dalla collaborazione tra Wikimedia Italia e Wikimedia Ucraina, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico e naturale di un Paese segnato da anni di ostilità. Il percorso espositivo attinge a un archivio digitale monumentale, alimentato nel tempo da concorsi globali come Wiki Loves Monuments, che da solo ha raccolto quasi 450.000 immagini in quattordici anni, insieme ai contributi di Wiki Loves Earth e Wiki Loves Folklore.
L'impatto del conflitto sulla memoria storica ucraina è quantificabile in oltre duemila beni culturali danneggiati o distrutti. Tra questi figurano siti di inestimabile valore come la Cattedrale della Trasfigurazione a Odesa, il Museo di Ivankiv e strutture strategiche come la diga di Kakhovka. Anche il patrimonio naturale ha subito colpi pesanti, con circa il 30% delle aree protette coinvolto in operazioni militari o occupazioni, inclusa la Riserva Naturale di Askania-Nova. In questo contesto, la fotografia libera cessa di essere una semplice documentazione estetica per trasformarsi in uno strumento di conservazione digitale, capace di consegnare alle generazioni future l'essenza di monumenti e paesaggi che rischiano di scomparire.
Il progetto riflette la resilienza della comunità ucraina dei volontari di Wikipedia, che continua a produrre contenuti di qualità nonostante le difficoltà operative imposte dalla guerra. La collaborazione tra i due Paesi, sostenuta anche dal patrocinio del Consolato Generale d’Ucraina, sottolinea come i valori della conoscenza aperta possano superare i confini nazionali e le contingenze belliche. Attraverso questa mostra, le immagini diventano una testimonianza collettiva che unisce la bellezza dei paesaggi alle ferite della cronaca, offrendo al pubblico italiano una prospettiva diretta sul lavoro di salvaguardia della memoria storica portato avanti dai volontari globali.
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